INTERVISTA-“Fare impresa oggi”, ma con chi e con quali aiuti?

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Andrea Mingolla

L’Italia ed in particolar modo il Mezzogiorno, sta vivendo un periodo difficile della sua storia. Ma se da una parte c’è una realtà statica, dall’altra ce n’è una dinamica e propositiva.
Tutto questo grazie anche ad alcune agenzie degli Investimenti come nel caso di Invitalia, gestito dal Ministero di Economia e Finanza, utile alla nascita di nuove imprese e di startup innovative.
Questa importante agenzia gestisce anche il programma Cultura Crea, uno strumento capace di Creare e Sviluppare iniziative imprenditoriali in ambito culturale e turistico per le regioni di: Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania.
È rivolta principalmente a tre categorie: i disoccupati, a imprese nate da 36 mesi e alle associazioni onlus.
Per meglio affrontare questo tema e per capire con più dettagliate informazioni, abbiamo voluto incontrare uno dei consulenti in materia finanziaria, l’ingegner Mingolla tra i più giovani imprenditori in Puglia esperti nel settore.

Ingegnere, come è nata questa passione per la finanza agevolata?
Sin da subito ho coltivato la passione per la finanza agevolata all’inizio era solo per pura curiosità personale ma poi è  diventata col tempo un percorso di lavoro. Oggi gestisco il brand Finanziamenti Puglia, uno dei siti più visitati della nostra zona.

Ingegnere ci sono altri strumenti innovativi per l’accesso al credito?
Certamente, con Invitalia non parliamo soltanto di Cultura Crea, l’agenzia abbraccia tante misure tutte diverse e con caratteristiche precise, però  altra importante misura potrebbe essere il Self Employement, questa per esempio è rivolta a soggetti  disoccupati e iscritti a Garanzia Giovani, l’importo finanziabile è di 25 mila € a tasso zero utile all’apertura di nuove imprese.

Ingegnere, attualmente qual è la situazione di Cultura Crea?
Nel complesso pur essendo una ottima opportunità è un progetto molto complicato, infatti attualmente è in fase purtroppo di stallo perché richiede delle competenze specifiche in ambito turistico e culturale da parte del soggetto richiedente. A dire il vero  attualmente le pratiche sono poche perché non emergono idee da parte di chi è del settore.

Un’ultima domanda, tra i giovani emergono sempre meno imprenditori,  secondo lei si può ancora fare qualcosa?
Certamente! Innanzitutto, ritengo molto importante parlare di giovani e ai giovani in particolare alla fascia da 18 ai 35 anni. A questi noi ci rivolgiamo ed insieme dopo le prime  valutazioni e  le esigenze di ogni singolo, cerchiamo anche di  coltivare chi è più predisposto all’esperienza imprenditoriale. Comunque, invito i ragazzi a non avere diffidenza e a cercare anche con l’aiuto delle associazioni di categoria, come la stessa Confartigianato con la quale ho una vivace collaborazione  o anche altre, di capire se ci sono i requisiti per un accesso al credito e solo dopo una attenta analisi e considerate le diverse opportunità, se si è veramente convinti intraprendere una impresa nella quale bisogna esclusivamente crederci perchè i risultati arrivano con il tempo e dopo tanti sacrifici.

Pertanto permettetemi di dare un consiglio ai tanti ragazzi che oggi vedono nell’autoimpiego una opportunità diversa rispetto al tradizionale posto fisso, non abbiate timore di mettervi  in cammino ed affrontare le difficoltà di una strada così complessa quale oggi quella dell’imprenditore perchè se avete una idea vincente , sicuramente col tempo porterà i suoi frutti.