Amati: “Riconvertiamo il Di Summa di Brindisi in PTA e ospedale di comunità”

“O da senatore o da consigliere regionale, farò in modo che il Di Summa di Brindisi sia riconvertito in PTA e ospedale di Comunità. Ciò farebbe riprendere al Perrino la sua vera vocazione di ospedale di II livello, aperto solo ai malati acuti e all’alta e media complessità". Lo dichiara Fabiano Amati, consigliere regionale e candidato al Senato nel collegio Brindisi-Monopoli.

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“O da senatore o da consigliere regionale, farò in modo che il Di Summa di Brindisi sia riconvertito in PTA e ospedale di Comunità. Ciò farebbe riprendere al Perrino la sua vera vocazione di ospedale di II livello, aperto solo ai malati acuti e all’alta e media complessità”.

Lo dichiara Fabiano Amati, consigliere regionale e candidato al Senato nel collegio Brindisi-Monopoli.

“I PTA sono eccellenti soluzioni di assistenza territoriale, dotati di almeno due sale operatorie e di ampia offerta ambulatoriale in quasi tutte le specialità cliniche, in grado di svolgere quasi tutte le prestazioni che un tempo si erogavano negli ospedali di base e che grazie all’impressionante sviluppo tecnologico si svolgono senza il bisogno di alcun giorno di degenza e quindi di posti letto.

Accanto al PTA deve essere allestito un ospedale di comunità con almeno 40 posti letto, gestito dai medici di medicina generale e indirizzato ai seguenti pazienti: temporaneamente privi di adeguato supporto familiare o ambientale; affetti da patologie croniche scompensate e/o riacutizzate con necessità di monitoraggio; con compromissione dello stato generale per patologie di tipo evolutivo; con patologie in fase terminale; dimessi da reparti ospedalieri specialistici con necessità di ulteriore periodo di controllo sanitario in ambiente protetto (trattamenti farmacologici particolari, trattamenti riabilitativi sia neurologici che ortopedici la cui risposta deve essere valutata in ambiente protetto non eseguibili a domicilio prima del rientro a casa).

Questa idea è già stata sperimentata con successo in altre realtà e per Brindisi significherebbe un ampliamento dell’offerta sanitaria e la salvaguardia del Perrino nella sua missione di eccellenza, già oggi ampiamente esercitata e purtroppo offuscata da un carico improprio con la tempo-dipendenza, l’acuzie e l’alta e media complessità”.

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