M5S: “Quale futuro per il nostro porto?”

Riceviamo e pubblichiamo una nota del M5S Brindisi - Gianluca Serra, Tiziana Motolese, Paolo Le Grazie

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Prendendo spunto da una intervista rilasciata dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, vorremmo sottoporre a tutti gli operatori portuali ed alle Istituzioni interessate alcune domande:
1. Vi è una destinazione d’uso delle banchine del porto di Brindisi?
2. Le banchine del porto interno hanno i servizi essenziali per l’ormeggio di yachts, navi da diporto e navi da crociera?
3. Perché nel porto interno non ci sono barche da diporto ormeggiate (salvo rari eventi come la regata Brindisi-Corfù)?
4. Vi sono problemi ostativi (e se ci sono quali) che non permettono la fruibilità delle banchine?
5. Vi sono sufficienti ormeggi per le navi traghetto?
6. I passeggeri in transito ricevono servizi adeguati?
7. Con quale criterio vengono individuate e progettate le opere?
8. E’ stata mai fatta un’analisti costi-benefici sulle opere programmate?
Temiamo che le risposte a questi quesiti, a volte scontate, possano solo confermare che, in questi anni, molte cose non hanno funzionato; insomma occorre prendere atto che la progettazione a macchia di leopardo è stata fallimentare. Riteniamo, quindi, sia giunto il momento di chiedersi chi siamo e cosa vorremmo essere, prima di compromettere ulteriormente il porto ed il suo indotto (già di in sofferenza).
Come già detto in campagna elettorale, il Movimento 5 Stelle ha un’idea nuova di porto e più volte si è sottolineato che:
1. Il porto di Brindisi deve essere liberato da tutte le servitù civili e militari (più volte abbiamo parlato di ricollocazione e valorizzazione delle strutture logistiche della Marina Militare);
2. Il porto interno deve essere progetto ed infrastrutturato per essere utilizzato unicamente dalle navi da crociera e dalle imbarcazioni da diporto (incluse quelle soggette a ISPS code) ormeggiate in maniera ottimale per accrescerne il numero, per dare nuovamente linfa vitale al centro cittadino;
3. Il porto medio deve essere progetto ed infrastrutturato per essere utilizzato da Ro/Ro pax e veicoli;
4. Il porto esterno deve essere strutturato e potenziato per il traffico delle merci.
Solo un tavolo tecnico locale potrebbe dare un vero supporto a tale progettualità finalizzata alla realizzazione di tutte quelle opere che devono avere un fine, nobile e sensato, come lo sviluppo economico ed occupazionale del territorio.
Ciò consentirebbe un’analisi delle criticità portuali per poi affrontarle e risolverle definitivamente; consentirebbe, altresì, di individuare finalmente i servizi necessari (terra-mare) per tipologia di nave (Crociere; Yachts; Navi Ro/Ro Pax; Navi da carico ecc.) per attrarre i traffici.
Una vera pianificazione, che tenga conto del rapporto costi-benefici, deve puntare ad obietti precisi di sviluppo.. non è l’opera il fine ultimo(come spesso accaduto in passato).
Si cominci immediatamente a lavorare alla redazione e si coordinino POT – PUG – NUOVO PIANO REGOLATORE PORTUALE al fine di evitare discrasie che possano inficiare le attività portuali.
Esclusivamente con una progettazione generale, univoca, coerente con i traffici esistenti, legata al territorio e scevra da condizionamenti di qualsiasi genere, potrà portare sviluppo economico ed occupazionale sul territorio.
Cominciamo a prendere atto che il porto non può prescindere dalla città e la città non può prescindere dal porto.
M5S Brindisi – Gianluca Serra, Tiziana Motolese, Paolo Le Grazie

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