Giochi, si mobilitano i lavoratori del settore: “Pronti a scendere in piazza per difendere il nostro posto di lavoro”

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A pochi giorni dall’incontro del tavolo tecnico che ha riunito le principali associazioni di categoria del settore del gioco nazionale e dell’intrattenimento, colpite dalle misure fiscali previste dal Decretone, scende in campo la prima associazione nazionale composta esclusivamente da lavoratori del comparto.

“Non siamo solo numeri”, questo il nome della organizzazione nata nei mesi scorsi in Puglia in occasione delle proteste scaturite a seguito dei provvedimenti previsti dalla legge regionale sul contrasto alle ludopatie, registra la massiccia adesioni di lavoratori e dipendenti dell’intera filiera da tutte le regioni d’Italia.

L’associazione che nei giorni scorsi aveva lanciato sul sito change.org una petizione allargatasi a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale in poche ore ha superato la soglia delle 15mila adesioni, finalizzata ad ottenere un incontro con il vicepremier Di Maio.

L’obiettivo è inoltre quello di sensibilizzare l’opinione pubblica in difesa di centinaia di migliaia di posti di lavoro sui quali, dopo la Manovra del governo, aleggia lo spettro dei licenziamenti a causa dell’inasprimento della tassazione e dei prelievi erariali nel settore del gioco di Stato. L’associazione si presenta pubblicando facce e volti, quelli reali dei tantissimi lavoratori pronti a testimoniare il loro disagio e le loro preoccupazioni.

“Non siamo solo numeri” è la prima associazione che riunisce attorno a se i lavoratori del comparto, nata con lo scopo di restituire dignità a quanti operano in un settore sottoposto ad una “sistematica opera di demolizione e di ghettizzazione”. “Non siamo lavoratori di serie B dicono in tanti e non vogliamo ingrossare l’esercito dei disoccupati né dover fare poi ricorso al tanto propagandato reddito di cittadinanza”.

L’associazione che nei giorni scorsi ha aderito al tavolo tecnico istituito a Roma fra le organizzazioni di categoria aderendo alle iniziative e alle forme di protesta che saranno attuate dalle organizzazioni settoriali nei confronti del governo chiama alla mobilitazione i propri iscritti.

“A rischio – dicono – ci sono oltre 150mila posti di lavoro che difenderemo con tutte le nostre forze, ci sforzeremo di far comprendere ai cittadini che non siamo solo numeri e che non siamo disposti a perdere la nostra dignità, siamo lavoratori come tanti altri. Il settore del gioco legale è un’industria che non può essere demolita sotto i colpi di un governo che ha deciso di intraprendere una battaglia contro le ludopatie.

Non risolvendo il problema si cerca solo di far cassa a scapito di chi di questo lavoro vive e dà da vivere alle proprie famiglie”.