Brindisi, sospesi dal lavoro da Ecotecnica, 13 dipendenti protestano al Monumento al Marinaio minacciando il suicidio

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Dignità e lavoro. Rivendicano due lavori importanti e fondamentali i 13 dipendenti della società Ecotecnica srl, incaricata dalla raccolta dei rifiuti a Brindisi, che fino a poco prima delle 20 hanno protestato hanno raggiunto il Monumento al Marinaio d’Italia, scavalcato il cancello portandosi all’estremità di uno dei torrioni e minacciato, nel caso di alcuni di loro, di suicidarsi lanciandosi nel vuoto se non gli fosse stata udienza da rappresentanti del governo.
A portare all’esasperazione i lavoratori in questione la scelta dell’azienda di attivare la cosiddetta sospensione cautelare dal lavoro per persone con precedenti penali. Le notifiche di sospensione erano state notificate ai dipendenti negli ultimi giorni e sono il risultato di una verifica richiesta direttamente dai vertici della Ecotecnica agli organi di vigilanza, sulla base del DL 231/2000 per il quale questo tipo di controlli vengono effettuati per prevenire o segnalare eventuali infiltrazioni mafiose nei luoghi di lavoro. Ad incappare in questa verifica i dipendenti per i quali è scattata la sospensione che potrebbe essere una anticamera del licenziamento. I 13 malcapitati però, non ci stanno ad essere anche minimamente affiancati alla parola mafia e sono determinati a non fermare la protesta perché, come scritto su uno striscione “Non siamo mafiosi, ma padri di famiglia. Ridateci la dignità, il lavoro non si tocca” rivendicando di aver pagato il conto dei propri sbagli che ormai risalgono a diversi anni fa ed oggi sono solo genitori, mariti e figli che cercano di portare avanti la famiglia.
La protesta è stata gestita e controllata dalle forze dell’ordine, sul posto sono arrivati carabinieri, agenti polizia di stato e polizia locale, vigili del fuoco e personale del 118. Sul posto anche il Direttore Generale della società Ecotecnica Federico Zilli.
La situazione seppur tesa è poi tornata alla normalità, i lavoratori hanno concesso una piccola tregua lasciando, come detto, il Monumento al Marinaio poco dopo le 20 per tornare poi sul piede di guerra domani mattina, martedì 4 giugno quando, alle 10, dovrebbero incontrare il sindaco accompagnati dal sindacato Cobas. (foto di Alessandro Muccio)