Sindacati UIL, esito del Convegno “Brindisi in… Europa”

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Uil-Brindisi – foto web

Nel convegno organizzato dalla UIL territoriale il 28 giugno scorso sono stati discussi temi fondamentali per il futuro dell’Italia, della nostra città e della sua provincia.
La presenza del Segretario generale nazionale UIL Carmelo Barbagallo e di 3 Segretari nazionali di categoria del settore industria: Paolo Pirani (chimico), Stefano Mantegazza (agro-alimentare), Rocco Palombella (metalmeccanico) ha consentito di ascoltare dalla viva voce di dirigenti di altissimo livello come opera il Sindacato, le difficoltà, le proposte ed i risultati, per analizzare la situazione reale in cui si trova oggi l’Italia in settori produttivi vitali per l’economia nazionale e locale. È stata richiamata la necessità di confrontarsi con il governo in carica per contribuire, rivitalizzare e rilanciare lo sviluppo e la crescita del nostro Paese, anche in ottica territoriale. Una dimensione economico/sociale che potrebbe sembrare limitata come la nostra, in cui però sono presenti industrie di grandi dimensioni strutturali e commerciali di prestigio extra nazionale. Senza trascurare il fondamentale ruolo della Unione Europea che opera in un contesto finanziario, politico e sociale da cui dipendono destini e futuro di più di 500 milioni di persone. Brindisi in Europa per molte ragioni. La nostra città è interessata, per la presenza di un vasto ed articolato sistema industriale: metalmeccanico con produzioni di eccellenza nel settore aero spaziale, chimico, farmaceutico, energetico con la centrale elettrica Federico II. In questo settore Brindisi è strategica e per questo è al centro delle politiche di riconversione da attuare in Italia. Per realizzare questo cambiamento la centrale Federico II sarà uno dei primi banchi di prova. Per la prima volta si pensa a riconvertire e non a chiudere. Non sarà una impresa semplice. È necessario, quindi, un adeguato supporto da parte del Governo nazionale, della Regione e delle Amministrazioni locali per garantire finanziamenti ed autorizzazioni. Le competenze, le aziende, le tecnologie non mancano. Non si può riconvertire senza tutelare il territorio, i lavoratori diretti e dell’indotto. Siamo in piena congiuntura sociale ed occupazionale. Niente deve essere trascurato per assicurare certezze lavorative e risorse economiche adeguate. Bisogna, quindi, prepararsi in tempo per non correre il rischio di mandare a monte le opportunità che si presenteranno! Le imprese locali dovranno essere messe in condizione di poter competere con mezzi e strutture adeguate, oltre a prevedere progetti di formazione qualificante per permettere alle maestranze di acquisire conoscenze e competenze professionali adeguate. Inoltre dai Segretari nazionali sono state espresse ulteriori preoccupazioni e richiami sulle tante richieste avanzate in occasione di cambio di appalti per garantire le aziende brindisine, la stabilità occupazionale e la formazione dei lavoratori che devono continuamente acquisire nuove competenze, condizione fondamentale per operare in condizioni di sicurezza e professionalità.
Il segretario nazionale UILTEC Paolo Pirani ha sottolineato la necessità di anticipare i tempi e come il Sindacato deve essere da subito coinvolto, avendo prioritario l’obiettivo di garantire posti di lavoro e centralità delle attività collaterali in cui sono impegnate altre decine di lavoratori.
In queste sfide si inseriscono altre vertenze territoriali come i possibili investimenti per ottimizzare il ciclo tecnologico della chimica con un futuro per la chimica verde, il riutilizzo delle aree dismesse del petrolchimico e chiarire a che punto sono i lavori sulle bonifiche. Il Segretario Pirani non si è dimenticato del progetto di collegamento attraverso la pipe line dalla raffineria ENI di Taranto al petrolchimico di Brindisi. Un investimento già in parte completato dai pozzi della Val d’Agri. Del caso Brindisi si parlerà a Roma venerdì 5 giugno in un convegno dal titolo “Energia e tecnologie sostenibili”.

Il Segretario nazionale UILM Rocco Palombella ha sottolineato la crisi in cui versa il settore metalmeccanico locale, ridimensionato per volontà di Leonardo perché ha delocalizzato impianti e produzioni in Polonia dopo aver incassato milioni di euro dallo Stato italiano e della regione Puglia.
Anche nel polo agroalimentare, è stato ribadito dal segretario nazionale Stefano Mantegazza, che il problema principale per la nostra regione è la Xilella, mentre permangono gli antichi problemi del caporalato: braccianti costretti a orari di lavoro massacranti. Nel comparto olivicolo nel 2018 c’è stato il boom di importazione di olio d’oliva dal Marocco, nazione storicamente tra le prime al mondo per produzione. L’Italia da primo Paese esportatore di olio fino a qualche anno addietro, è al primo posto come importatore. È chiaro che la colpa è in parte della Xilella che ha distrutto migliaia di piante, soprattutto nel Salento. La produzione è crollata di oltre il 60%, mentre è aumentata la possibilità di contraffazione, mettendo a rischio la qualità del prodotto. La filiera produzione/distribuzione è stata praticamente smembrata. È una situazione non più tollerabile, ha ribadito Mantegazza. Gli agricoltori sono ridotti al lastrico con un importante settore produttivo in piena crisi e con esso migliaia di lavoratori in disoccupazione. Anche in questo caso il ruolo della Comunità Europea è centrale. Sono ancora in corso ulteriori verifiche da parte degli ispettori Europei per rendersi conto dello stato dell’infezione per poi indicare, insieme al Ministero ed alla Regione Puglia, la strategia e le misure da adottare. Basta che non sia un’altra perdita di tempo!
Lo si chiami come si vuole. Si tratta di una occasione per ottenere i risultati che servono per voltare pagina! Bisogna fare presto. Le imprese sono in crisi e non si intravedono novità positive. Mancano nuove commesse. Si ipotizzano forti ridimensionamenti occupazionali, i lavoratori avvertono la gravità della situazione e ci chiedono cosa accadrà se non si avviano i lavori e non si chiariscono le prospettive ed il futuro dei grandi insediamenti industriali. È con piacere che verifichiamo con dati l’interessamento del Governo per il territorio brindisino. Ai governanti ne daremo atto nel momento in cui dalle parole passeremo ai fatti.

Il Segretario generale Antonio Licchello.