Restinco, 39enne albanese aggredito da 7 extracomunitari nel centro CPR, fermo disposto dall’Autorità Giudiziaria

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Nella prima serata del 28.02.2018, un 39enne di nazionalità albanese, trattenuto presso il C.P.R. di Restinco, veniva brutalmente aggredito da altri stranieri trattenuti anch’essi in quel centro.
Le condizioni dell’albanese, immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, apparivano inizialmente critiche per poi stabilizzarsi e, quindi, essere ritenute di nonù particolare gravità dai sanitari.
A seguito della menzionata aggressione, personale della locale Squadra Mobile si attivava per operare i necessari approfondimenti investigativi – finalizzati ad individuare i responsabili della gravissima azione delittuosa – che permettevano di cristallizzare un univoco e convergente quadro indiziario nei confronti di 7 stranieri trattenuti nel C.P.R. dei
quali 4 tunisini, 2 algerini e un marocchino.
Condividendo il quadro indiziario raccolto e ritendo oltremodo grave l’azione delittuosa commessa, la Procura della Repubblica di Brindisi – tempestivamente interessata dalla Squadra Mobile – nella persona del P.M. titolare del relativo procedimento penale, emetteva un decreto di fermo di indiziato di delitto, a carico dei 7 trattenuti di seguito elencati:
1. ZEMOULI ABDELKARIM, algerino di 35 anni;
2. ARAR HOUSSEM, algerino di 26 anni;
3. HICHEM ZORGATI, tunisino di 19 anni;
4. ZOAIR HAMDI, tunisino di 24 anni;
5. JOUINI SABRI, tunisino di 28 anni;
6. JOULLAL ISHAM, marocchino di 42 anni;
7. MEJDOUB KAIS, tunisino di 32 anni.
Nel pomeriggio di ieri 03.03.2018, all’interno del C.P.R./C.A.R.A. di Restinco, dando esecuzione al menzionato provvedimento cautelare emesso dall’A.G. inquirente, personale della locale Squadra Mobile sottoponeva a fermo di indiziato di delitto gli stranieri interessati e, dopo la redazione dei necessari atti, li associava presso la Casa Circondariale di Brindisi a disposizione della locale Procura della Repubblica.
Nel provvedimento di fermo emesso dall’Autorità Giudiziaria, il reato contestato ai 7 aggressori dell’albanese – attesa la gravissima azione delittuosa posta in essere, connotata dall’essere diretta in modo non equivoco a cagionare la morte o comunque un danno grave alla persona dell’aggredito – è quello di concorso in tentato omicidio, aggravato dalla premeditazione del crimine, dall’aver agito con crudeltà verso le persone e dall’aver commesso il fatto quando illegalmente presenti sul territorio nazionale. La vittima è stata colpita in più parti del corpo con calci e diversi corpi contundenti alcuni dei quali costituiti calzini contenenti saponette solide.