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A Brindisi ha vinto la cittadinanza attiva

E’ vero, anche se non piace a molti: il 24 giugno a Brindisi al ballottaggio tra Rossi e Cavalera ha vinto la cittadinanza attiva. Quella cittadinanza che è sempre presente alla vita politica, sociale e culturale della città. Ha vinto la cittadinanza che sogna, che spesso è stata derisa da tutti quelli che – dai bar o dai balconi delle proprie case – vedevano questi “quattro gatti” sfilare con gli extracomunitari, protestare per l’ambiente, gridare contro le ingiustizie sociali, il femminicidio, la pedofilia, il cancro delle mafie.

Quella gente, quella cittadinanza, con i suoi “senza se e senza ma”, che avrà fatto un sacco di errori ed esagerazioni ma che, al contrario della stragrande maggioranza – degli “altri”, cioè – è stata sempre presente e sempre in prima fila. E’ la cittadinanza attiva, che ha vinto e non solo Rossi; ed è il menefreghismo e l’apatia per le cose comuni che ha perso, non il candidato Cavalera.

Il neosindaco Rossi parte con un’arma in più, anche se è un’arma pero a doppio taglio: la sua gente. Quella numerosissima ,gente che in questi ultimi giorni dedicati ai festeggiamenti per la non scontata vittoria, lo ha sempre accompagnato, coccolato, protetto, acclamato, osannato. Mai vista tanta gente commossa entusiasta il giorno della sua proclamazione a sindaco a palazzo Nervegna. Una marea di gente che partecipa alla vittoria, ma che sicuramente seguirà anche con attenzione la nuova gestione del municipio. Ecco perché l’arma è a doppio taglio. Questa gente non si deve deludere, pena il ritiro della fiducia. Fiducia che non può essere e non lo è incondizionata. Deve stare molto attento l’ingegner Rossi ed i suoi fedelissimi, questa volta il palazzo di piazza Matteotti è diventato di vetro. Sono tutti osservati.

Tornando all’aria festosa che ovviamente c’è principalmente tra i componenti della creatura politica di Rossi, l’associazione “Brindisi Bene Comune”, volevo far notare a chi preso da smisurata euforia esce fuori le righe e fa dichiarazioni trionfalistiche e un po’ cattivelle da FB, che anche se l’ «operazione elezioni» è riuscita, il diretto interessato (“BBC”), anche se non è morto, è dimezzato. Infatti è passato da un 12% ad un preoccupante 6,78% e questo dovrebbe far pensare, riflettere e consigliare umiltà e prudenza.
Poi c’è un altro fatto che va tenuto bene in considerazione: su 73.948 aventi diritto al voto solo 30.046 hanno votato al ballottaggio è di quelli solo 16.658 hanno votato per Rossi. Praticamente Rossi è diventato sindaco votato da un 23% degli aventi diritto al voto. Naturalmente in democrazia funziona cosi. Nessuno può contestare la vittoria a Rossi, lo stesso Cavalera si è recato subito dopo i primi dati inequivocabili a congratularsi con l’avversario, ma Rossi sapendo tutto questo ha voluto subito dichiarare e sottolineare che sarà il sindaco di tutti. Ha fatto benissimo e passerà alla storia come un buon sindaco se riesce a mettere in atto questa sua promessa.
C’è poi da vedere se il peso schiacciante del PD e LEU nella sua coalizione (9,64% e 4,01% contro un suo 6,78%) permetterà la tanto dichiarata pre-elettoralmente libertà ed autonomia politica del sindaco e dei suoi. Praticamente del “BBC”.
Poi staremo anche a vedere come sarà formato il governo della città. La domanda è: “riuscirà Rossi a tenere fuori personaggi ben noti ed i loro prestanomi politici che rappresentano una casta brindisina ed interessi familiari contro i quali l’ingegner Rossi ed il suo “BBC” hanno dato battaglie gli ultimi anni?.
Anche perché non regge affatto lo “spiegone” secondo il quale se stanno cambiando in meglio le case politiche di questi personaggi (?), anche loro dovrebbero di conseguenza essere migliorati.
La gente sa benissimo che il lupo anche se cambia pelo rimane sempre il lupo. Per il serpenti vale ugual, aggiungerei io.

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