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Brindisi, operazione Offshore, trasportavano droga profumata al gelsomino nei tubolari del gommone. 6 arresti

Trasportavano la droga, ingenti quantitativi di Marijuana e Cocaina, dalle coste albanesi al Salento, inserendola nei tubolari di un gommone, nel quale venivano aggiunti anche alcuni diffusori di essenze profumate al gelsomino per confondere e deviare il fiuto dei cani antidroga. È il sistema messo in piedi da un gruppo di trafficanti risultati i primi in ambito nazionale a escogitare questo originale ed efficace metodo di trasbordo degli stupefacenti, impegnati in una florida attività di spaccio nei comuni di Brindisi, nella frazione di Tuturano e nel comune di Torchiarolo. I malviventi sono stati smascherati dai carabinieri di Brindisi nel corso dell’operazione denominata “Offshore” coordinata dal maggiore Stefano Giovino comandante della compagnia carabinieri di Brindisi, e dal tenente Marco Colì, comandante del Norm con la supervisione del comandante provinciale, il colonnello Giuseppe De Magistris. Oltre 250 kg di marijuana e mezzo chilo di cocaina (del valore di 20mila euro) sono sequestrati durante le indagini.
In manette, con le accuse di concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e l’aggravante specifica di averne commercializzato ingenti quantità, sono finiti Giuseppe Ferrero, 38enne, nato a Mesagne ma residente a Brindisi,; Cesare Iaia, 43enne, di Brindisi; Maurizio La Salvia, 33enne, nato nel Torinese ma residente a Torchiarolo; Cosimo Damiano Laporta, 32enne di Brindisi; Pierpaolo Maiorano, 26enne, di Torchiarolo, Mattia Pano, 20enne, residente a Galatone. A piede libero un settimo indagato arrestato per possesso di 161 grammi di marijuana è Michele Pano, 46enne, residente a Galatone.
L’operazione è stata illustrata nella mattinata di oggi, sabato 17 novembre 2018, nel corso di una conferenza stampa presso il Comando Provinciale dei carabinieri di Brindisi. Le indagini sono   partite a gennaio 2018, in seguito ad una perquisizione effettuata dai Carabinieri della Stazione di Torchiarolo alla fine del dicembre dello scorso anno, all’interno dell’officina e dell’abitazione di uno degli indagati. L’atto di polizia giudiziaria ha fatto  emergere un elemento importante, posto che le unità cinofile hanno rilevato la pregressa presenza di stupefacente in una cassettiera della scrivania. La prima svolta all’operazione fu però data da una intercettazione di Fulvio Lonero, 31 anni e Massimo Ferrero (autista della Stp e fratello di Giuseppe Ferrero, arrestato oggi), 31enne anche lui, brindisini, che, il 4 luglio scorso, intorno alle 15, furono fermati dopo un controllo con un grosso sequestro sulla provinciale 82, in contrada Trullo quando, Lonero, fu fermato dai carabinieri alla guida di un’auto che trainava un carrello sul quale era presente un  gommone. Il motore montato sul gommone aveva l’assicurazione intestata a Ferrero che, guarda caso, venne fermato poco dopo, quando i carabinieri notarono che l’auto guidata da Lonero era seguita a poca distanza dalla sua Fiat Marea. I carabinieri constatarono che i due avevano parlato tra di loro prima di dividersi su diverse strade. Nei tubolari del gommone fu comunque ritrovata la sostanza stupefacente.
L’attività dei Carabinieri della Compagnia di Brindisi, coordinata dalla Procura della Repubblica, nel particolare dal Pubblico Ministero Luca Miceli ha portato all’arresto in flagranza di reato 4 persone, permettendo di impedire la commissione di spedizioni punitive nei confronti di alcuni acquirenti di stupefacenti inadempienti nei pagamenti, vittime di minacce e ritorsioni anche di una certa gravità, accertare l’utilizzo di “telefoni dedicati” utilizzati esclusivamente per l’illecita attività e garantirsi la sicurezza nelle comunicazioni e rinvenire 245 involucri in cellophane di sostanza stupefacente di tipo marijuana, celata nei tubolari di un gommone per complessivi 2 quintali e mezzo, nonché mezzo chilogrammo di cocaina.
Ben 40 sono state le cessioni documentate dai militari dell’Arma, lo scafo con la droga proveniente dall’Albania era raggiunto dall’imbarcazione dei brindisini che incontravano i trafficanti al largo di Otranto sempre con il sistema dell’occultamento dello stupefacente nel gommone, stratagemma replicato in altri sbarchi successivi. Dalla intercettazioni, era singolare anche, nei colloqui intercorsi tra gli arrestati che utilizzavano telefoni dedicati, una terminologia convenzionale; l’approvvigionamento di  un chilo di cocaina veniva denominato “un pollo intero”, “…se puoi, portarmi un pollo intero ti do un acconto…”, mentre per  richiedere le dosi di cocaina la locuzione utilizzata era “il motore 350 mi serve, ti faccio uno squillo appena parto”.
All’alba i Carabinieri hanno quindi effettuato gli arresti su ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi Stefania De Angelis su richiesta del pubblico ministero Luca Miceli, rilevando la gravità complessiva dei fatti addebitati agli indagati e firmato le ordinanze di custodia cautelare. Contestualmente agli arresti sono state effettuate numerose perquisizioni con l’impiego di oltre 80 Carabinieri, tra cui quelli del neo costituito Squadrone Carabinieri “Cacciatori” del Gargano a Brindisi nella frazione di Tuturano, a Torchiarolo e Galatone. I Carabinieri della Compagnia di Brindisi sono supportati da un elicottero del 6° Elinucleo CC di Bari, dai Carabinieri del Nucleo Cinofili di Modugno.

 

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