ERCHIE – Un 54enne bracciante di Erchie è stato fermato dai Carabinieri alla guida di un trattore rubato del valore di 50mila euro. Per mistificarne la provenienza aveva installato la targa di un altro trattore della stessa marca, modello e colore di sua proprietà, in riparazione. L’uomo è stato arrestato per il reato di riciclaggio.

Sono stati i Carabinieri della Stazione di Erchie, a conclusione degli accertamenti, ad arrestare in flagranza per il reato di riciclaggio un bracciante agricolo 54enne di Erchie. Nel corso dello svolgimento di monitoraggio delle contrade rurali della giurisdizione, i militari hanno fermato un trattore marca John Deere, di colore verde, che hanno sottoposto a controllo, identificando dapprima il conducente. Dai primi accertamenti in relazione ai dati identificativi del mezzo, è emerso che l’abbinamento targa telaio non coincideva, anche se la targa è risultata appartenere ad un trattore della stessa marca e modello. Chiesta contezza al conducente, questi ha riferito di avere in uso quel trattore poiché gli era stato dato in prestito, poi ha mutato versione riferendo che era di sua proprietà ma che doveva completare l’aggiornamento dei dati riportati sulla carta di circolazione che tra l’altro non possedeva.

Considerate le numerose incongruenze nel racconto e l’atteggiamento dell’uomo, le ulteriori verifiche sul numero di telaio della macchina agricola oggetto di controllo hanno consentito di stabilire che il veicolo è stato rubato a Surbo, in provincia di Lecce, lo scorso 15 maggio. Invece la targa apposta sul trattore appartiene ad altra macchina agricola, dello stesso modello marca e colore di proprietà del conducente, mezzo attualmente in riparazione presso un’officina della zona.

Pertanto il 54enne consapevole della provenienza delittuosa del trattore a lui in uso, al fine di renderne difficile l’identificazione in occasione di eventuali controlli, ne ha sostituito la targa con quella del suo trattore, rendendosi così responsabile del reato di riciclaggio. Il bracciante, in considerazione dei precedenti che annovera, anche in materia di reati contro il patrimonio, è stato dichiarato in stato di arresto. Il trattore, invece, del valore di 50mila euro, è stato restituito al legittimo proprietario.

È importante sottolineare che il fenomeno della criminalità nelle aree rurali in generale, e pugliesi in particolare, merita grande attenzione. Al pari dei reati predatori di microcriminalità quali i furti di prodotti agricoli, olive, mandorle, uva da tavola, legna, vi sono altre dinamiche criminali di maggiore spessore che colpiscono il mondo rurale, e che penalizzano in maniera marcata il comparto. Ci si riferisce al furto di mezzi agricoli e alla finalità estorsiva di tale reato orientata al cosiddetto “cavallo di ritorno”, restituzione del mezzo dietro corrispettivo in denaro, o all’immissione nel commercio parallelo, una sorta di mercato nero dei mezzi agricoli, che nella considerazione del loro impiego localizzato esclusivamente in ambito rurale sfuggono al controllo istituzionale delle pattuglie in quanto i mezzi sono impiegati in territori serviti da assi viari scarsamente battuti. Ecco perché è di fondamentale importanza vincere la paura e denunciare tale tipologia di reati. Necessaria è l’opera di sensibilizzazione costante rivolta agli agricoltori, per due ragioni: la prima per avere l’esatta cognizione dei fenomeni, delle produzioni maggiormente “appetibili”, nonché la localizzazione delle aree di produzione; la seconda serve per orientare l’attività preventiva e repressiva dei reparti avendo chiara la mappatura dei fenomeni. Denunciare quindi, anche in forma anonima, attività che può fare ogni cittadino che ha cognizione diretta di un reato, cognizione avuta anche in maniera occasionale allorquando si notano individui in orari “particolari” fare razzia di prodotti agricoli.