BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo nota del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gianluca Bozzetti, sull’eventuale chiusura del laboratorio chimico-ambientale Enel a Brindisi.

“La chiusura del laboratorio chimico-ambientale Enel a Brindisi sarebbe l’ennesima perdita nel campo della ricerca ambientale e tecnologica, che non coinvolgerebbe solo la città, ma tutto il sud Italia e si andrebbe ad aggiungere alla chiusura del Centro di Ricerca avvenuta nel 2016”. Lo dichiara il consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca Bozzetti che in seguito alla nota diffusa dalla Filctem Cgil sul rischio di chiusura del laboratorio, ha chiesto l’audizione in commissione IV e V dell’Assessore regionale allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino, del Direttore del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia dott. Domenico Laforgia, dei rappresentanti dei sindacati di categoria, del Presidente di Confindustria Puglia Dott. Domenico De Bartolomeo e di quello di Confindustria Brindisi, Dott. Patrick Marcucci, dei rappresentanti di ENEL Produzione SpA  e di Enel Green Power, del responsabile relazioni Esterne Enel Area Sud Dott. Angelo Di Giovine e di un rappresentante della Centrale termoelettrica Federico II di Cerano.

“È necessario trovare soluzioni che possano scongiurare la dismissione del sito: infatti, visti i processi di decarbonizzazione avviati per la centrale di Brindisi, appare sempre più importante investire in nuovi progetti di sviluppo, in particolare nel settore delle energie rinnovabili. Possiamo cogliere questa fase di phase out dal carbone – sottolinea Bozzetti – come un’opportunità per ridisegnare il futuro industriale della città, che non si fermi alla riconversione a gas della centrale, ma che vada verso soluzioni sempre più green. Per questo, auspico che il gruppo Enel possa investire ulteriormente per creare dei poli di eccellenza su energie rinnovabili, sistemi di accumulo, bonifiche, riconversione dei siti produttivi, in particolare nel SIN. In questo modo, il territorio non sarebbe più solo utilizzato come sede per produrre energia da esportare altrove, subendo le esternalità negative delle attività industriali, ma potrebbe beneficiare dell’attivazione di interventi di sviluppo in grado di compensare gli impatti negativi che da anni il territorio subisce. Non solo: questo permetterebbe di incrementare i livelli occupazionali e, soprattutto, promuovere un’occupazione qualificata composta da lavoratori con elevate competenze in materia ambientale, facendo ricorso alle professionalità già esistenti, per una giusta ricollocazione del personale della centrale. Per questo, si dovrebbe valutare la possibilità di favorire nel sito di Brindisi l’insediamento di una sede strutturata di rilevanza nazionale di ENEL Green Power, realtà in forte espansione per attività di realizzazione, gestione e controllo dei nuovi impianti di energie rinnovabili. Spero che i soggetti convocati in audizione possano portare proposte costruttive e migliorative per il territorio”.