VIDEO/Rubavano telecamere di videosorveglianza che li riprendevano durante i furti. Ladri seriali poco attenti finiscono in carcere

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Furto di telecamere dei circuiti di videosorveglianza, allo scopo di un successivo approvvigionamento nell’ambito dei circuiti paralleli clandestini.  Alle prime ore del mattino di oggi, giovedì 12 settembre 2019, i Carabinieri di Oria hanno tratto in arresto su ordinanza di custodia cautelare in carcere Alessandro De Michele 20enne e Damiano Matarrelli 41enne mentre altri due soggetti di 18 e 20 anni sono stati sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di dimora. Tutti e quattro gli indagati sono residenti a Oria.
L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica dottor Luca Miceli, che ha concordato e coordinato le attività investigative dei militari dell’Arma.
Le indagini hanno consentito di individuare gli autori dei fatti delittuosi contestati. Tuttavia,non è da escludere che l’obiettivo, una volta fatte sparire le telecamere, fosse quello di compiere reati più efferati, come spaccate, rapine, assalti alle attività commerciali ritenute più remunerative. Il coinvolgimento degli indagati è confermato in modo indiscutibile per la singolare modalità di condotta, infatti i furti sono stati commessi a telecamere “attive” con la registrazione dell’azione delittuosa a distanza ravvicinata. Questa modalità ha consentito di documentare l’azione delittuosa mentre era in atto e individuare gli autori dei fatti, riconosciuti, poi, sulla base delle video-registrazioni dai Carabinieri della Stazione che hanno operato. La sconcertante modalità predatoria è indicativa di spregiudicatezza e sfrontatezza degli indagati che hanno evidenziato un senso di impunità disarmante, dimostrandosi insofferenti nei riguardi delle regole sociali che hanno violato sfacciatamente nonostante la certezza di essere individuati. L’attività investigativa ha fatto emergere per tutti i 20 episodi oggetto d’indagine, il coinvolgimento del ventenne Alessandro De Michele, soggetto non nuovo ad imprese del genere accompagnato in alcune circostanze sia dal Matarrelli che dagli altri indagati.
Uno dei primi obiettivi è stato il tentativo del De Michele di impossessarsi dei beni presenti all’interno di due distributori automatici di snack e bevande del punto di ristoro di Piazza Manfredi in Oria, forzando le ante di apertura dei distributori, non riuscendo nell’intento perché le ante degli erogatori non hanno ceduto. Sempre riguardo allo stesso punto di ristoro, nelle stesse circostanze di tempo e luogo, è il 23 di giugno scorso, ha tentato di impossessarsi delle due telecamere di videosorveglianza poste a presidio del punto di ristoro automatico, senza riuscirvi. Dopo una settimana, il giorno 30, ritorna e si impossessa di una telecamera di videosorveglianza scardinandola dalla sua sede. L’8 di luglio, asporta due telecamere, poste a presidio di un negozio di “Compro Oro”, scardinandole dalla loro sede. Il giorno successivo, il 9 luglio, scardina tutta una serie di telecamere poste a presidio rispettivamente di una tabaccheria, di un’edicola cartolibreria, di un negozio di ottica e di altri due esercizi commerciali. Infine, depreda le telecamere di tre abitazioni private in vari punti della città. Il giorno 11 luglio, si impossessa delle telecamere poste a presidio di un ufficio privato. Il 17 sempre di luglio, si impossessa con destrezza di una busta contenente un portafogli con 700,00€ in contanti e altri documenti posti all’interno di un furgone di una ditta di spedizione, approfittando del fatto che il mezzo era in sosta e pertanto si era introdotto all’interno in un momento di distrazione del corriere. Il De Michele rappresenta l’elemento onnipresente in tutte le operazioni, partecipa a tutte e 20 le azioni predatorie. Inferiori sono le partecipazioni dei correi. Altra notazione riguarda il furto di 9 telecamere di proprietà del comune di Oria, allocate in piazza Lorch, che vengono scardinate dalla loro sede.
Gli arrestati, concluse le formalità di rito, sono stati associati nella Casa Circondariale di Brindisi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.