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VIDEO/Tentata estorsione ai danni del padre di Giampiero Carvone, il ragazzo assassinato sotto casa: 4 arresti

BRINDISI – Diversi arresti per tentata estorsione sono stati eseguiti nelle prime ore dell’alba da parte del personale della Squadra Mobile di Brindisi, coordinati dal vicequestore Rita Sverdigliozzi. In quattro hanno tentato di estorcere denaro a Piero Caervone, padre di Giampiero, il 19enne assassinato con un colpo di pistola alla nuca la notte dello scorso 10 settembre, in via Tevere, nel rione Perrino di Brindisi.

E’ stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare disposta dal GIP del Tribunale di Brindisi nei confronti di quattro soggetti, resesi responsabili di delitto di tentata estorsione pluriaggravata ai danni di Piero Carvone, padre del 19enne morto la notte del 10 settembre scorso per un colpo di pistola alla nuca.

Gli arrestati, tutti brindisini, sono G.L. di 37 anni, già noto alle Forze dell’Ordine per i reati di droga e contro il patrimonio, ristretto presso la casa circondariale di Brindisi; S.C. di 28 anni, A.C di 22 anni ed E.C. di 21 anni, tutti e tre ai domiciliari ed incensurati. Tra i quattro c’è una relazione di parentela.

Gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito tale operazione nell’ambito delle indagini relative all’individuazione degli autori dell’omicidio di Giampiero Carvone, presso il rione Perrino, in cui vige una sorta di omertà più totale, in quanto pare che nessuno sappia.

Nello specifico, il movente del reato di estorsione risiede nel furto di una autovettura, una utilitaria Lancia, di proprietà di G.L.. L’auto sarebbe stata rubata dal 19enne la sera prima dell’omicidio e sarebbe stata rinvenuta dai quattro soggetti, ammaccata, per via di un incidente provocato dallo stesso autore del furto. Così, il proprietario dell’auto, G.L., il successivo pomeriggio, assieme ad altri tre soggetti avrebbe preteso da Piero Carvone un somma risarcitoria di circa 10mila euro. L’estorsione sarebbe avvenuta tramite azioni fortemente intimidatorie, quali lo sfondamento del portone dello stabile dell’abitazione di Carvone e minacce verbali, una volta saliti in appartamento, alla presenza dell’intera famiglia, anche del ragazzo ucciso.

Le successive perquisizioni domiciliari dei soggetti arrestati hanno permesso di rinvenire anche alcune moto da cross ed un motoscafo (da appurare la provenienza), tutti posti sotto sequestro.

Proseguono, dunque, le indagini della Polizia per individuare movente ed autori dell’omicidio commesso lo scorso 10 settembre, in cui ha perso la vita un ragazzo di 19 anni.

Tommaso Lamarina

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