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Il ritrovamento del cucciolo di foca monaca nel brindisino è comunque una notizia incoraggiante per la specie: avviate le ricerche

TORRE SAN GENNARO – Il cucciolo di foca monaca ritrovato malandato nelle spiagge di Torre San Gennaro, marina di Torchiarolo, non ce l’ha fatta, ma il suo ritrovamento è comunque una notizie incoraggiante per la specie animale in via d’estinzione.

E’ morto questa mattina, nonostante le cure dei veterinari dell’Ispra, il cucciolo di tre mese di foca monaca, malandato, febbricitante ed evidentemente sfinito dalla lunga nuotata, e giunto sin sulle coste del brindisino. L’esemplare era stato avvistato già lo scorso 25 gennaio lungo la costa salentina di Frigole, rimesso, poi, in mare dopo le cure del caso. “L’esemplare si presentava in stato emaciato, letargico (bassa reattività agli stimoli), dispnoico (difficoltà nella respirazione) anemico ed apatico. Sono stati immediatamente effettuati esami ematochimici e tamponi microbiologici, sempre alla presenza dei veterinari Asl e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competenti”, si legge nella nota diramata dell’Ispra.

La presenza di questo eccezionale esemplare, però, nelle acque locali, significa molto per questo tratto di costa, da cui la foca monaca è scomparsa da tempo. Si tratta di una specie protetta del Mediterraneo, in cui se ne incontrano poche centinaia di esemplari. E’, infatti, uno dei mammiferi marini più minacciati e la sua popolazione si stima attorno ai 700 esemplari, distribuiti tra Turchia, Grecia e Cipro.

Da diversi decenni non si registrava la presenza di un esemplare così giovane in Italia. Per questo, sono partite le ricerche da parte degli addetti ai lavori del brindisino, per cercare altri esemplari, ma anche per istruire chi dovesse venire a contatto con la foca monaca, onde evitare di danneggiarla.

Tommaso Lamarina

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