Economia

Lavoratori DCM in casa integrazione, Cobas partecipa alla task force

BRINDISI – Il Sindacato Cobas parteciperà alla riunione convocata dalla Task Force Regionale sulla occupazione per Mercoledì 5  Febbraio alle ore 12,00 a Brindisi in via Torpisana presso gli uffici della Regione Puglia per sottoscrivere un sofferto accordo per i lavoratori ex GSE , ora DCM, in cassa integrazione.

I lavoratori ex GSE al momento dell’acquisto della società fallita   furono divisi in due società ; DAR  diventò la società operativa del gruppo DEMA mentre la DCM venne utilizzata come serbatoio di lavoratori in cassa integrazione da  richiamare progressivamente a lavoro.

Il programma presentato allora non èstato realizzato arrivando  nel mese di Ottobre 2019 alla richiesta di DCM di licenziare i 99 lavoratori rimasti.

Nella riunione in Prefettura del 20 Ottobre 2019 le  istituzioni, presenti Emiliano e Rossi , chiesero  a DCM la realizzazione di un piano industriale coraggioso capace di evitare i licenziamenti e costruire con il supporto anche economico della Regione Puglia una certa prospettiva occupazionale.

Arrivati quasi alla fine della procedura collettiva dei licenziamenti il 24 Gennaio nella riunione a Brindisi la DCM conferma i licenziamenti rifiutando la proposta della task force regionale che a nome di tutto il territorio brindisino chiedeva di attivare un percorso diverso.

Il Cobas condivideva fortemente le proposte della task force chiedendo la possibilità di un differimento dei licenziamenti ed avere dei giorni a disposizione per approfondire la questione e darle un destino diverso.

Intanto si arriva alla riunione a Bari presso la task force il 31 Gennaio,ultimo giorno della procedura dei licenziamenti , con l’azienda convinta di firmare i licenziamenti e ottenere un anno di cassa integrazione.

La riunione inizia con  la relazione di Leo Caroli , presidente  della task force ,che relaziona su un approfondimento fatto dalla sua struttura in collaborazione con il responsabile dell’Arpal Puglia.

Leo Caroli spiega che la proposta della DCM che di fatto licenzia i lavoratori non crea i presupposti giuridici per la concessione di un anno di cassa integrazione da parte del Mise.

La task force spiega che solo un accordo che metta al centro  politiche attive del lavoro sostenute dalla Regione Puglia può trovare accoglienza al Mise  per una eventuale proroga di cassa integrazione pagata dalla Regione Puglia.

Veniamo informati anche che , come da impegni presi , la task force realizzerà un incontro con Leonardo dove discutere delle ricadute occupazionali per le aziende dell’indotto pugliese.

All’azienda a quel punto non è restato altro  che accettare il punto di vista della task force.

Mentre si stendono i verbali ci si accorge che l’azienda non aveva nemmeno fatto richiesta di incontro al Mise , elemento da riportare necessariamente nei verbali.

Di nuovo a lavoro i tecnici della task force che riescono ad evitare il disastro riformulando  gli accordi la cui firma viene rinviata , previa richiesta di incontro da parte di DCM al Mise da inviare  il 3 Febbraio.

La riunione di giorno 5 Febbraio è convocata quindi per firmare l’accordo che scongiura i licenziamenti e crea le condizioni per una  piccola ma significativa prospettiva occupazionale su cui tutto il territorio deve impegnarsi per essere realizzata.

Il Cobas è soddisfatto per gli sforzi prodotti in questi mesi rivolti ad evitare i licenziamenti e a sostenere piccole speranze ;

dall’altra il Cobas ringrazia convintamente il Presidente della task force ,Leo Caroli,  e il suo gruppo di tecnici che hanno evitato il disastro di 99 licenziamenti e la facile arrendevolezza di molti.

Successivamente  saremo convocati a Roma dal Mise per la esposizione degli accordi e le richieste contenute .

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