Cronaca

Mamma con bimbe di 2 e 7 anni sfrattata in 15 giorni: “Sono in ginocchio. Altri hanno avuto proroga. Il Comune mi aiuti”

BRINDISI – Il dramma di una mamma. E’ una controversia delicata la confisca dei beni alla criminalità organizzata, perché gli errori di un genitore possono ripercuotersi nei figli, incolpevoli. E’ quanto accaduto a Manuela, sfrattata da casa sua senza aver avuto il tempo materiale di un trasloco e di offrire sicurezza alle proprie figlie. “Alla fine ce l’ho fatta, ma ho subito un’ingiustizia. Mi metterò il lista per un alloggio popolare, ma chiedo al Comune di aiutarmi”.

Manuela è stata informata dello sfratto il 15 gennaio scorso, perché la casa in cui viveva fino a poco tempo fa, comprata dal padre nel 1993 ed oggi defunto, fa parte degli immobili confiscati alla criminalità organizzata. Il padre all’epoca dei fatti, acquistò due case, una di fronte all’altra, non pagando però il mutuo accesso nel momento della confisca, ma arrivarono 28 milioni di lire da parte del nonno di Manuela. “Ho ricevuto una telefonata da parte degli assistenti sociali con convocazioni presso i loro uffici. Mi hanno informata che, quando a loro arriverà il decreto di conferma delle confische dei beni alla criminalità organizzata, in breve tempo, avrebbero collocato me e le mie due figlie (di 1 anno e mezzo e 7 anni, ndr) nella casa-famiglia di Latiano, senza, quindi allontanamento della madre. Prima di tale operazione, però, mi è stato assicurato che sarei stata avvisata una settimana prima. Io ero scioccata ed ho iniziato a chiamare l’avvocato. Mi è stato detto che la situazione è irreversibile, non si può fare un ricorso immediato in cui il giudice si deve immediatamente fermare e non posso avere alcuna proroga. La soluzione era quella di trovare un’altra casa. Cosa che ho fatto nel giro di cinque giorni, trovando un appartamento dignitoso ma ovviamente senza alcuna utenza. Così ho iniziato pian piano il trasloco. Invece, sono state messa alla porta, con i mobili in mezzo alla strada, dopo 15 giorni, senza preavviso e senza darmi il tempo materiale di organizzarmi. Ciononostante, comunque, le figlie non mi sono state tolte perché sono una mamma all’altezza della situazione.

Manuela, il 31 gennaio è stata sfrattata, trovandosi in mezzo ad una strada da un giorno all’altro. In casa le sono entrati gli assistenti sociali, cambiandole la serratura, Questura, Vigili del Fuoco e Polizia Locale, come da prassi. “Nella nuova casa non avevo ancora la cucina e nessuna utenza. Loro non hanno tutelato i minori. Tutelare i minori non significa sbatterle in una casa-famiglia”, dice.

“Ciò che mi fa rabbia – spiega ancora Manuela – è che nell’altra casa di fronte alla mia comprata da mio padre, ci abitano persone che l’hanno occupata e non hanno i titoli per viverci. A loro è stata data una proroga di due settimane, a me, che sono una mamma e donna onesta, con minori a carico, non è stata usata alcuna premura. Ora casa mia è stata assegnata ad un Carabiniere”.

Poi, l’appello al Sindaco: “Io mi metterò in lista per avere l’assegnazione di un alloggio comunale, ma qualcuno può aiutarmi? Sono sola. Dove sto ora, in cui posso stare massimo due anni, pago 450 euro di affitto oltre utenze e non riesco ad andare avanti. Mi hanno messo in ginocchio, neppure fossi una bandita. Non è giusto che io paghi gli errori di mio padre, che padre, per me, non lo è mai stato”.

Tommaso Lamarina

Comment here