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Pista di atletica di Masseriola, figlia di un Dio minore? “Ottenuti 100mila euro ma nessun intervento fatto”

BRINDISI – E’ morto il campo scuola Montanile di Brindisi, sito in contrada Masseriola. Da fiore all’occhiello dello sport cittadino, è passato ad un triste fiore appassito, lasciato lì, solo. Del decesso ne dà annuncio la Fidal (Federazione Italiana Di Atletica Leggera). L’Assessore allo Sport: “Stiamo procedendo con la gara per interventi”.

Versa sempre più in condizione pietose il campo scuola Lucio Montanile di contrada Masseriola. Un impianto unico nel suo genere in tutto il sud-Italia, ma che, purtroppo, rimane una cattedrale nel deserto. Ora, di quell’unicità, non ne rimarrà più nulla, perché a Bari ne sta nascendo uno gemello, il Bellavista. E’, sostanzialmente, la denuncia di Fidal, per voce del proprio fiduciario tecnico provinciale, Francesco Papeo, che vede giorno dopo giorno morire quella struttura. L’impianto venne inaugurato nell’agosto del 1981 e designato come pista omologata, capace di ospitare qualsivoglia manifestazione internazionale. Infatti, aprì i suoi cancelli in occasione dell’evento di atleti junior Italia-Jugoslavia. Poi, si svolsero ben due meeting con il compianto Pietro Mennea (detto ‘La freccia del Sud’), il quale si esibì anche nel 1985. In seguito, anche un altro incontro internazionale femminile tra Italia, Spagna e Grecia ed uno tra Puglia ed Emilia Romagna. Tutto ciò accadeva quando la pista rispondeva ai requisiti del regolamento internazionale Fidal. In poco tempo, tutti i soldi investiti sono andati in fumo, in barba al titolo di ‘Città Europea dello Sport’ 2014, di cui Brindisi si è fregiata. Va ricordato che l’impianto sportivo fu costruito a seguito di un vecchio progetto campi-scuola, destinando all’Amministrazione comunale 900 milioni del vecchio conio, 200 milioni messi a disposizione dal CONI e 100 milioni altri dal Ministero della Pubblica Istruzione.

“Oramai la situazione è drammatica – commenta Papeo – non esiste più alcun contratto di manutenzione. C’è un solo operaio della BMS il pomeriggio addetto alla guardiania dalle 15:00 alle 20:00 e niente più. Quando si rompe qualsiasi cosa, dagli attrezzi agli impianti, rimane rotta perché nessuno può ripararla. Addirittura gli spogliatoi sono di 40 anni fa. Non c’è un magazzino di stoccaggio e gli attrezzi dobbiamo metterli nel bagno per disabili. Davvero inaccettabile. Non funzionano più l’impianto idrico e quello elettrico. La sera, solo qualche faro si accende. Quando piove, l’acqua finisce negli impianti e sugli spalti. Le corsie sono lacerate e gli atleti rischiano di farsi male seriamente. In più, non abbiamo un’infermeria. La pista non è frequentata solo da chi pratica atletica leggera, ma anche da tutti gli altri atleti che vengono qui per far preparazione. Anche con gli attrezzi siamo messi male: la gabbia del lancio del martello non è più a norma, la pedana del salto con l’asta è distrutta e quella del triplo salto è sfondata, il cancello è staccato e poggiato per terra e la finestra è pericolante”.

Con l’ultimo Commissario Prefettizio, Santi Giuffrè, furono stanziati 365mila: “Quei soldi non sono mai stati utilizzati – spiega ancora il fiduciario tecnico provinciale – noi Fidal abbiamo avuto più volte un incontro con l’Assessore allo Sport, Oreste Pinto, col Sindaco, Riccardo Rossi e con il delegato provinciale CONI, Oronzo Pennetta, ma ci scontriamo con un muro di gomma”.

Il Comune, però, ha vinto successivamente un bando regionale da 100mila euro, da destinare esclusivamente per la ristrutturazione di spogliatoi e bagni: “E’ passato più di un anno – conclude Papeo – ed anche quei soldi sono arrivati ma non utilizzati. Nel resto della Puglia ci fondi i fondi che vengono sfruttati, perché a Brindisi no?”.

Pinto, invece, spiega che il Comune è in attesa della liquidazione: “Stiamo avviando la gara – afferma l’Assessore contattato da BrindisiCronaca – i soldi ci sono ed abbiamo presentato il progetto”.

Tommaso Lamarina

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