AttualitàCronaca

Emergenza CODIV-19, porti monitorati. Intanto, ecco tutte le misure generali obbligatorie sul virus

BRINDISI – Si è tenuta questa mattina, nella sede di Assoporti a Roma, una riunione di coordinamento con tutti i presidenti delle AdSP per affrontare l’emergenza Coronavirus.

Con l’obiettivo di scambiare informazioni e adottare misure e prassi condivise e coordinate tra tutti i principali porti, l’Associazione Assoporti ha deciso di convocare una riunione in videoconferenza questa mattina (26 febbraio). Si tratta di un conclave di funzionari e dirigenti che lavorano quotidianamente sulle questioni operative nei porti, che hanno avuto modo di collegarsi tutti insieme con Assoporti.

“Confermo che i porti sono costantemente monitorati dalle autorità sanitarie, tramite gli uffici di sanità marittima, con la collaborazione della Capitaneria di Porto, l’Autorità di sistema portuale e tutte le istituzioni. Le merci non sono veicolo per il COVID-19, e per quanto riguarda il traffico passeggeri sono in atto controlli sanitari dedicati.” E’ quanto ha dichiarato oggi il Presidente di Assoporti a seguito dei provvedimenti assunti nelle regioni del nord, a causa della diffusione del coronavirus in alcune zone settentrionali.

L’epidemia di COVID-19 dichiarata dal Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, continua ad interessare principalmente la Cina, sebbene siano stati segnalati casi anche in numerosi altri Paesi in quattro continenti. Negli ultimi giorni si osserva un leggera flessione nella curva epidemica relativa ai casi confermati in Cina. Tuttavia, secondo uno degli scenari possibili delineati dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), non è escluso che il numero dei casi individuati in Europa possa aumentare rapidamente nei prossimi giorni e settimane, inizialmente con trasmissione locale sostenuta localizzata, e, qualora le misure di contenimento non risultassero sufficienti, poi diffusa con una crescente pressione sul sistema sanitario.

Alla luce di ciò, si richiama l’attenzione sulla necessità di garantire la stretta applicazione delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni (precauzioni standard, via aerea, da droplets e da contatto) in tutte le strutture sanitarie, inclusi i servizi di pronto soccorso; definire un percorso per i pazienti con sintomi respiratori negli studi medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, come la scrupolosa e sistematica applicazione delle misure soprariportate; applicare le procedure per la valutazione, la attivazione e la gestione dell’intervento di presa in carico e di trasporto del paziente attraverso operatori del 118; implementare attività di sensibilizzazione della popolazione, con particolare riferimento alle scuole e ai gestori di esercizi pubblici e privati, per fornire una corretta informazione sull’importanza di adottare corrette misure di prevenzione.

Le Regioni sono, dunque, tenute a trasmettere giornalmente i casi, entro le ore 11:00 e le ore 17:00 di ogni giorno (inclusi i festivi) al ministero della Salute. I Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta che vengono a conoscenza di un caso sospetto devono attuare le seguenti misure precauzionali: raccogliere informazioni anagrafiche; sconsigliare di soggiornare in sala d’attesa; in alternativa programmare la visita in ambiente dedicato presso lo studio o visita domiciliare; dotarsi di mascherina, guanti, occhialini, camice monouso; disinfettare le superfici con ipoclorito di sodio 0,1%, dopo pulizia con un detergente neutro; smaltire i rifiuti come materiale infetto categoria B; adottare sistematicamente e rigorosamente le precauzioni standard (droplets ecc).

Il caso di paziente sintomatico (T° 37,5; mal di gola, rinorrea, difficoltà respiratoria e sintomatologia simil-influenzale/sim il COVID-19/polmonite), i Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta devono effettuare valutazione epidemiologica per affezioni vie respiratorie (collegamento con paese a rischio, data di partenza dalla zona a rischio, esposizione a casi accertati o sospetti, contatti con persone rientrate dal paese a rischio, con familiari di casi sospetti), tenendo presente le eventuali patologie preesistenti e lo stato vaccinale; segnalare il paziente al 112/118, e/o attraverso i percorsi organizzativi predisposti delle singole regioni; segnalare il caso sospetto all’UO di Malattie infettive del DEA di II livello di riferimento; isolamento e riduzione dei contatti, uso di mascherina, guanti e protezione dei conviventi, lavaggio frequente delle mani, areazione frequente degli ambienti, valutare tempi e modalità per la rivalutazione telefonica del caso. Disincentivare iniziative di ricorso autonomo ai Servizi sanitari (P.S., MMG, medico di continuità assistenziale-CA) in assenza di contatto con i numeri di pubblica utilità su COVID-19 (1500, Numeri verdi regionali) o con il medico curante.

Per il paziente paucisintomatico/contatto stretto negativo al test devono: predisporre assistenza domiciliare e/o segnalare il caso al Dipartimento di prevenzione della ASL per la sorveglianza attiva; effettuare valutazione clinica telefonica e gestione dell’attesa della possibile evoluzione; eventuale valutazione domiciliare.

Per il soggetto riscontrato positivo al tampone per SARS-COV-2 ed al momento asintomatico devono predisporre la quarantena domiciliare con sorveglianza attiva per 14 giorni.

Per quanto riguarda i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), questi sono i numeri:

(Fonte: ECDC)

  Caso sospetto Caso confermato lieve Caso confermato grave
Operatori sanitari Numero di set per caso Numero di set per giorno per paziente
Infermieri 1-2 6 6-12
Medici 1 2-3 3-6
Addetti pulizie 1 3 3
Assistenti e altri servizi 0-2 3 3
TOTALE 3-6 14-15 15-24

 

L’ospedale Perrino di Brindisi, però, da quanto si apprende, non dispone di tutti i PDI (mascherine in particolare). La causa risiederebbe in una mancanza delle scorte della ditta che fornisce ASL e farmacie.

In Puglia, l’unico laboratorio in cui si possono effettuare le diagnosi molecolari su campioni clinici respiratori secondo protocolli specifici di Real Time PCR per SARS-CoV-2 indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è il Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Sanità Pubblica – U.O.C. Igiene (Policlinico di Bari) Dipartimento di Scienze Biomediche ed Oncologia Umana, Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Bari, in P.zza Giulio Cesare 11 (tel. 080.5592328 – 080.5478498), cui referente è la professoressa Maria Chironna.

Tommaso Lamarina

Comment here