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Deposito di gas naturale liquefatto sulle banchine di Costa Morena: una ubicazione sbagliata che danneggia il porto

Nell’agosto 2018 si espresse una posizione contraria riguardo la costruzione del deposito costiero di GNL (Gas Naturale liquefatto). La società Edison intenderebbe costruirlo alla radice del molo di Costa Morena Est, laddove sono stati recentemente realizzati i binari ferroviari finalizzati allo sviluppo commerciale di detta banchina creando una ulteriore interferenza.

Si apprende che l’iter di tale progetto non si è fermato, tutt’altro, visto che il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato, presso la propria sede, una Conferenza di Servizi Preliminare per il prossimo 10 marzo alle ore 11,00.
Nel ribadire ferma contrarietà all’ubicazione, proponiamo una domanda di fondo che anche allora accompagnò tale posizione: cosa si vuol fare del porto di Brindisi?

Si fa notare che l’attuazione di tale progetto richiederebbe l’asservimento di un’area a terra (deposito di stoccaggio, tubazioni, impianti per circa mezzo ettaro) e di un tratto di banchina (circa 300 metri su un totale di 500) in un settore che per vocazione, destinazione, caratteristiche costruttive è stata concepita per traffici commerciali e gli ultimi finanziamenti pubblici per la realizzazione dei binari, ne sono la prova. Costa Morena Est, per la sua posizione, per il basamento del suo fondale a -18 metri (unico in adriatico), per la mancanza di altre banchine idonee, per la disponibilità di notevoli spazi retro portuali, sarebbe estremamente appetibile – soprattutto considerando la posizione strategica di Brindisi – agli armatori e terminalisti interessati a traffici feeder.

Tutto ciò verrà vanificato dalla costruzione di un deposito di gas e sarà assai arduo dimostrare come questo possa coesistere coi traffici delle attività commerciali oltre a garantire la sicurezza.
Trattandosi di un impianto per rifornire le navi alimentate a GNL attualmente pochissime in circolazione, vi chiediamo se l’idea di costruire tale deposito è seguita ad una accurata indagine di mercato tale da quantificare la sua reale convenienza.

Sembrerebbe che siano le richieste contingenti ad essere assecondate piuttosto che quelle programmabili vanificando la vocazione dell’area, visto che l’Authority ha mostrato il suo favore a questa ipotesi localizzativa, avviando le procedure autorizzative. Evidentemente l’Ente portuale intende compensare le ormai prossime mancate entrate, derivanti dal carbone, con la concessione e con i diritti del gas imbarcato e sbarcato.

Sarebbe stato logico, oltre che normale, attendersi delle decisioni su come adeguare la banchina, da decenni concessa all’Enel per il traffico del carbone. Questa banchina del porto medio, a vocazione commerciale, secondo le previsioni del vigente Piano Regolatore Portuale, ha necessità di essere restituita ad altri usi purché, una volta bonificata, venga adeguata a nuove e diverse attività. Ma su questo importante aspetto, non risultano si siano assunte decisioni.

Si vorrebbero conoscere strategia e programmazione nell’utilizzo di spazi e banchine nell’intero porto brindisino. Nel caso si realizzasse l’impianto di stoccaggio GNL, vista la previsione di realizzare opere invasive e stabili, si verrebbe a compromettere definitivamente ogni possibilità di cambiare rotta.

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