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Virus, la provincia tocca quota 100: in città circa 20 totali. Locatelli: “Da domani settimana decisiva”

BARI – Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute, Vito Montanaro, informa che oggi domenica 22 marzo, in Puglia, sono stati effettuati 573 test per l’infezione Covid19 coronavirus e sono risultati positivi 111 casi, così suddivisi: 37 nella Provincia di Bari; 17 nella Provincia Bat; 6 nella Provincia di Brindisi; 22 nella Provincia di Foggia; 17 nella Provincia di Lecce; 6 nella Provincia di Taranto; 1 attribuito a residente fuori regione; 5 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

Sono stati registrati 2 decessi: uno nella provincia di Lecce e uno nella provincia di Foggia.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 6160 test. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 786, così divisi: 231 nella Provincia di Bari; 49 nella Provincia di Bat; 100 nella Provincia di Brindisi; 212 nella Provincia di Foggia; 120 nella Provincia di Lecce; 41 nella Provincia di Taranto; 13 attribuiti a residenti fuori regione; 20 per i quali è in corso l’attribuzione della relativa provincia.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

Focus sulla situazione nella Regione Puglia

In Puglia, al momento, ci sono 252 soggetti ricoverati con sintomi, di cui 37 in terapia intensiva e 459 in isolamento domiciliare. In totale, al momento ci sono 748 positivi. Sono 7 i guariti/dimessi e 31 i decessi.

La situazione nella provincia di Brindisi

Tocca quota 100 la nostra provincia, con altri sei casi in più rispetto a ieri. C’è stato il primo paziente di Latiano, cittadina fino ad ora solo lambita dal virus. Si tratta di un uomo, “attualmente ricoverato presso l’ospedale Perrino di Brindisi ma sta bene – afferma il sindaco, Mino Maiorano – la ASL ha attivato i protocolli necessari e messo in quarantena la famiglia e le persone con cui il paziente ha avuto contatti”. Un caso anche a Ceglie Messapica. Si tratta di una terapista della Fondazione San Raffaele risultata positiva. E’ assente dalla struttura da 10 giorni. In questo momento si sta monitorando la situazione in pieno accordo con la ASL come da protocollo. Nella città di Brindisi non ci sono novità ufficiali e, pertanto, ci atteniamo al dato fornitoci dal Sindaco, Riccardo Rossi, di circa 20 soggetti positivi.

La situazione in Italia

“I numeri di oggi sono minori rispetto a quelli di ieri, mi auguro che questi numeri possano essere confermati”. Così il commissario della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha aperto la quotidiana conferenza stampa sul contagio da coronavirus. Il numero complessivo dei morti è di 5.476, con un aumento rispetto a ieri di 651 unità; ieri l’aumento era stato di 793 morti. Sono 7.024 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 952 in più di ieri.  Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 943. Sono 3.009 i malati ricoverati in terapia intensiva, 142 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.142 sono in Lombardia. Dei 46.638 malati complessivi, 19.846 sono poi ricoverati con sintomi e 23.783 sono quelli in isolamento domiciliare. Quanto ai malati, sono complessivamente 46.638, con un incremento rispetto a ieri di 3.957: ieri l’incremento era stato di 4.821. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 59.138. “Le prima misure stringenti di contenimento sono state adottate l’11 marzo – afferma Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità – quindi ci aspettavamo di vedere risultati a partire da 2-3 settimane. Quindi la prossima settimana sarà assolutamente cruciale e ci aspettiamo di vedere un segnale di inversione di tendenza.  L’84% dei decessi si è registrato in tre regioni: Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna. Non ci sono persone morte né ricoverati in terapia intensiva con meno di 20 anni di età. E tra i morti, solo 1% aveva meno di 50 anni”. Sul nuovo farmaco giapponese, l’Avigan, che pare sia efficace sul COVID-19, Locatelli ci va cauto: “Bene sperimentazione, ma andiamoci cauti fin quando non vediamo dati inconfutabili. Non c’è evidenza sull’efficacia, così come detto anche da AIFA (Agenzia Italiana Farmaco, ndr)”.

Tommaso Lamarina

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