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Appello degli acconciatori e centri estetici al sindaco di Mesagne: “Non sappiamo come muoverci, dateci risposte”

Riceviamo e pubblichiamo l’appello degli acconciatori e centri estetici al sindaco di Mesagne

Egregio Sig. Sindaco,
siamo rimasti sconcertati, come associazione datoriale, dal fatto che il Dpcm del 26 aprile u.s. non faccia menzione riguardo ad una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica, sebbene questa categoria, che raggruppa centinaia di migliaia di operatori tra acconciatori, barbieri e centri estetici, costituisca una parte determinante della nostra economia oltre a garantire il benessere della popolazione e consideriamo questa omissione una grave disattenzione da parte del Governo La dichiarazione in conferenza stampa del Presidente del Consiglio, che lascia intendere addirittura uno slittamento del riavvio delle predette attività a giugno, è insostenibile e riteniamo che un tale slittamento della riapertura pregiudichi la sopravvivenza di molte piccole imprese che potrebbero non avere la capacità finanziaria di riavviare la propria attività, quando il Governo finalmente lo consentirà.

La CNA si è già impegnata a richiedere ai tavoli ministeriali che acconciatori ed estetiste possano invece riprendere fin da subito la loro attività. Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire i saloni di acconciatura e i centri estetici nella massima sicurezza, poiché già in passato era il settore in cui si rispettavano in maniera rigorosa le norme e le procedure igienico-sanitarie previste per la salvaguardia della salute propria e dei propri clienti. Le imprese del settore benessere sono ormai allo stremo delle forze e le condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di fronte a scelte come quella di una chiusura così prolungata.

Siamo ormai convinti ed il nostro è un forte grido di allarme, della tenuta economica di tali attività artigiane in mancanza di liquidità e temiamo che gli sforzi e gli investimenti fatti da numerose imprese in termini di attrezzature e professionalità, possano svanire a breve a causa di questa condizione che li vede ormai così da lungo tempo svantaggiati in confronto ad operatori economici di altri comparti produttivi.

A questo si aggiunge un ulteriore problematica legata all’abusivismo ormai dilagante! Da settimane riceviamo numerose segnalazioni da artigiani nostri associati, che hanno evidenziato un fenomeno, quello delle attività abusive che creano concorrenza sleale alle imprese regolari, purtroppo fin troppo noto già in passato, ma che ormai tende ad intensificarsi sempre più in questo periodo di restrizioni dovute alla emergenza del Covid 19. Troppi sono i settori di attività regolari letteralmente sotto assedio a causa di coloro che in maniera abusiva lavorano in nero, praticamente evasori totali!

E’ davvero inaccettabile che nel mentre sono state disposte dal Dpcm dell’11/03/2020 le chiusure di tante attività produttive, contestualmente esploda l’abusivismo presso le abitazioni adibiti a luoghi di lavoro, vanificando così la misura più importante di contenimento dal contagio di Coronavirus, è a dir poco inconcepibile come si possa mettere a repentaglio la propria sicurezza e quella dei propri cari, per non definirla frutto della follia di quegli scellerati ed incoscienti che mettono a rischio la vita dei loro concittadini, dei loro familiari e dei loro “clienti”, complici e per cui anch’essi a loro volta colpevoli!

La Polizia locale e le altre forze dell’ordine sappiamo che stanno già effettuando controlli generalizzati sugli spostamenti, sono già state elevate le prime multe ad alcune attività regolari ma aperte illegalmente, ma bisogna tenere ancor più alta la guardia e seppure risulta complesso individuare tali situazioni di abusivismo incontrollato, per cui è indispensabile la collaborazione di tutti, ma riteniamo doveroso che si possano aumentare i controlli da parte degli organismi preposti, e magari per dissuadere gli abusivi adottare un sistema di vendita solo alle partite iva, come già utilizzato da alcuni rivenditori, una scelta aziendale di coscienza.

Auspichiamo da parte Sua un forte intervento in merito e le chiediamo di farsi portavoce nei confronti del Governo Regionale e Nazionale affinché ci possano essere subito segnali chiari e risposte certe. Certi di un positivo riscontro a queste legittime richieste, rimanendo a disposizione per ogni ulteriore confronto la ringraziamo per l’attenzione.

Abbiamo ascoltato la Sigra Rossetti Anna Maria in rappresentanza della categoria
C’è un gran caos. Abbiamo acquistato di tutto di più per igienizzare, sanificare il locale. Ad ogni cliente verrà consegnato all’ingresso mascherina, camice e guanti. Una ingente somma per ripartire, tutto a nostro carico! In questi giorni ho contattato le mie dipendenti comunicando che le avrei lasciate a casa, ma non per mia volontà. Non riusciamo a far quadrare i conti, il lavoro si dimezzerà per via delle disposizioni. Saremo obbligati ad aumentare i costi, come si fa altrimenti? Noi della categoria siamo consapevoli che ci aspetteranno tempi bui, pieni di sacrifici. Siamo arrabbiati e sfiduciati. Non solo dobbiamo lottare con una situazione economica non facile ma prendiamo atto quotidianamente di quanto, il lavoro nero sia incrementato, a dispetto delle attività regolari surclassate dalle tasse ! E’ una lotta che va avanti da anni, ma restiamo inascoltati: il nostro grido riecheggia e si perde nell’aria! Resteremo a casa ancora per un po’, faremo di necessità virtù. Ci prepariamo a ritornare sul campo di battaglia più forti che mai con visiere in plexiglass, guanti e mascherine. Ma dateci delle risposte, non sappiamo come muoverci, brancoliamo nel buio. Meritiamo chiarezza e trasparenza”.

Intanto questa sera alle ore 18:30 si è attesa di un importante incontro in videoconferenza convocato dalla Regione Puglia su sollecitazione delle rappresentanze.

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