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Chiusura Versalis, preoccupazione occupazione per UIL e M5S: le note

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo note stampa della UIL Brindisi e del Movimento 5 Stelle, a firma del Consigliere Regionale Gianluca Bozzetti, sulla chiusura dello stabilimento Versalis di Brindisi.

UIL

A seguito della decisione del Sindaco Riccardo Rossi di qualche giorno addietro, relativa alla immediata sospensione dell’esercizio dell’impianto cracking Versalis di Brindisi, il Segretario generale territoriale CST Antonio Licchello ha convocato presso la UIL territoriale i Segretari del settore industria: Carlo Perrucci UILTEC, Alfio Zaurito UILM, Cosimo Greco UIL Trasporti, FENEALUIL Giovanni Librando, UILTUCS Antonio Andrisano per discutere ed approfondire le cause che hanno determinato tale grave atto, sulle conseguenti decisioni, peraltro già annunciate, che intende intraprendere la Società e sulle ricadute occupazionali che l’ordinanza potrebbe causare.

Le motivazioni addotte dal Sindaco Rossi per giustificare il suo provvedimento sono dovute “alla insalubrità della qualità dell’aria riscontrabile finanche in area urbana,  a partire dal polo petrolchimico”.

Un presupposto rilevato e colpevolmente giustificato SOLO dalle dichiarazioni di alcuni cittadini senza nessun riscontro medico/sanitario, né tantomeno dalle analisi e dai rilievi delle centraline di controllo dell’aria intorno al petrolchimico collegate all’ARPA ed all’ASL territoriale, come immediatamente riscontrato e verificato dalla stessa ARPA. Nella discussione si sono evidenziate i rischi che potrebbe causare questa decisione. Il fermo impianto cracking coinvolge altre importanti società dell’area industriale tra le quali: Basell, Chemgas, BSG, Enipower, Jindall. La naturale conseguenza dello schock produttivo di queste aziende costringerà le stesse ad adottare gli strumenti contrattuali e gli ammortizzatori sociali a disposizione, cosa che non è accaduta nel periodo cruciale della pandemia COVID-19!  Questo scenario coinvolgerà anche le aziende appaltatrici per un totale di circa 1.500 addetti. Un futuro così preoccupante ed incerto non si può accettare! Né si può giustificare una decisione di questa gravità in nome di qualcosa che non è stata comprovata e di cui non si conosce la causa ufficiale, attribuita a generici odori o sostanze sconosciute. Il Sindaco Rossi forse non si è reso conto delle conseguenze e dei danni che vuole provocare. Ci preoccupano anche le dichiarazioni di coloro che gli stanno vicino. Infatti scrivono che: “ci siamo candidati per cambiare la storia di Brindisi, ed oggi questo provvedimento, che fa davvero la storia, conferma le intenzioni e l’obbiettivo di questa amministrazione”. Queste le conclusioni di pochi che intendono imporre alla stragrande maggioranza della collettività brindisina la loro volontà: un ipotetico cambiamento perpetrato attraverso la politica del NO! che resta un sogno che ha nulla a che vedere con la realtà  di un sistema produttivo ed occupazionale che tanto ha dato a Brindisi e tanto potrebbe ancora dare! Si rende perciò necessario ribellarsi a questa prepotenza che nulla di buono promette! La UIL insieme alle categorie metteranno in campo tutte le iniziative necessarie a tutela dell’occupazione e dello sviluppo VERO.

Movimento 5 Stelle

“Sulle emissioni odorigene persistenti che in questi giorni affliggono la città di Brindisi e sulla sospensione delle attività dell’impianto di Eni Versalis disposta dal sindaco Rossi, va fatta la massima chiarezza, così come sulla tutela dei lavoratori. Sappiamo che il Sindaco deve prendere decisioni importanti per garantire la salute pubblica, ma riteniamo che per un simile provvedimento si sarebbero dovuti attendere i risultati dei rilevamenti effettuati dall’Arpa, tenuto conto anche che in questi giorni l’attività dell’impianto fosse ferma. Fughe in avanti e decisioni prese più ‘di pancia’ che di ‘testa’ non sono ammissibili”. Lo dichiara il consigliere del M5S Gianluca Bozzetti che ha presentato una richiesta di audizione nelle commissioni congiunte Lavoro e Ambiente presiedute dei Presidenti Santorsola e Vizzino, del sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, dei rappresentanti  di Enipower Brindisi e  della  direzione di Versalis S.p.A Brindisi,   dell’Assessore allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino e delle segreterie territoriali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Ugl, Cisal Chimici Brindisi, Confindustria Brindisi e dell’Arpa.

“Non possiamo sottovalutare l’allarme lanciato dai sindacati sulle pesanti ricadute di questa ordinanza sul piano occupazionale – continua Bozzetti – come purtroppo già annunciato da Eni, che in una nota ha escluso di avere responsabilità per le emissioni odorigene. Parliamo di 450 lavoratori dell’impianto Eni Versalis, e a cascata di quelli degli impianti produttivi dello stabilimento Petrolchimico di Brindisi e delle aziende collegate direttamente e indirettamente, nonché di quelle dell’indotto per un totale di oltre 1500 lavoratori. Lunedì si terrà un incontro in videoconferenza indetto dalla Prefettura di Brindisi: bisogna agire immediatamente per scongiurare la perdita di posti di lavoro. L’obiettivo da perseguire dev’essere l’accertamento delle cause dell’aria irrespirabile degli ultimi giorni in città, che ha continuato a essere tale nonostante la chiusura dell’impianto. Chiediamo di conoscere i risultati ufficiali dei campionamenti effettuati in questi giorni da Arpa nelle zone vicine al Petrolchimico, in modo da capire le azioni da intraprendere. Siamo i primi a sostenere che servano interventi per l’ambientalizzazione e investimenti sulla chimica verde, ma vanno fatti con un cronoprogramma ben definito, deciso insieme ad azienda e sindacati e soprattutto tutelando i livelli occupazionali. Un’ordinanza per bloccare l’impianto dall’oggi al domani può servire per i giornali o per un breve ritorno elettorale, ma non per il bene della città. L’auspicio è quindi che le possibili azioni legali paventate contro l’amministrazione a seguito dell’ordinanza del Sindaco non ricadano poi inesorabilmente sulle economie di un bilancio comunale già disastrato, per cui a rimetterci sarebbero poi le tasche di tutti i cittadini brindisini”.

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