Politica

Industria verde e sviluppo: il Consiglio Comunale dà mandato a Rossi per dialogo con Governo e multinazionali del territorio

BRINDISI – Il blocco del cracking dello stabilimento Versalis di Brindisi ha portato ad un Consiglio Comunale monotematico. L’approvazione unanime dell’ordine del giorno (20 voti favorevoli, zero contrari e zero astenuti), condiviso da maggioranza e parte dell’opposizione, darà al Sindaco mandato domani di far valere la voce di Brindisi in termini di salute, sviluppo, lavoro, ambiente ed industria verde. Insomma, di non affossare ancor più la città. Domani, infatti, il primo round si svolgerà presso la Presidenza della Regione Puglia, in un incontro tra il sindaco Riccardo Rossi e i vertici di Eni Versalis. Insieme ai massimi rappresentanti della Regione ci sarà un confronto su quanto avvenuto in queste ore relativamente allimpianto del Petrolchimico.

L’aria irrespirabile ed i dati Arpa

In relazione alla diffusa condizione di insalubrità della qualità dellaria riscontrabile, finanche in area urbana, a partire dal polo petrolchimico ed in concomitanza del funzionamento delle torce dello stabilimento di Versalis, attivatesi per problematiche relative alla manutenzione degli impianti e nelle more degli approfondimenti in corso che stabiliranno in che misura gli effetti del programmato arresto dellimpianto di cracking hanno concorso a determinare loggettiva di forte peggioramento qualità dellaria, è stata emanata, in data 20 maggio scorso, lordinanza di sospensione dellesercizio dellimpianto Versalis. Tale decisione è arrivata dopo il sopralluogo eseguito dai tecnici Arpa. Con una nuova ordinanza arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, il primo cittadino ha prolungato il blocco del cracking, sino all’esito di aggiunte indagini da parte di Arpa sulla emissioni. Il blocco riguarda l’esercizio dell’impianto di cracking per la produzione di etilene e propilene P1CR. Dal canto suo, “Versalis ha dieci giorni di tempo per presentare osservazioni. L’eventuale inosservanza espone ai rischi di una condotta penalmente rilevante, con conseguente denuncia e sequestro”. Dal report dal 16 al 20 maggio è emerso un evidente numero di picchi delle concentrazioni di benzene e di toluene. In particolare, è emerso chiaramente un importante e diffuso fenomeno di inquinamento di benzene rivelato in diverse fasce orarie nelle cabine presenti nell’area di Brindisi in maniera molto marcata nelle centraline Terminal Passeggeri, via Dei Mille, Casale, Sisri in zona industriale e Micorosa, area immediatamente esterna al perimetro del Petrolchimico. Il valore massimo si riscontra proprio al perimetro dello stabilimento Petrolchimico il 17 maggio alle 12 con un valore di 35 microgrammi/metrocubo, un valore tra 200 e 300 volte superiore ai normali trend orari. Inoltre, picchi molto elevati, superiori anche al valore medio, si sono rilevati anche nelle altre stazioni cittadine negli stessi giorni. In particolare il 20 maggio tra le 16 e le 17, in cui tanti cittadini hanno segnalato odori acri intensi in città, i valori di benzene sono stati tra 16 e 21 microgrammi/metrocubo (il valore medio annuo non deve essere superiore a 5, ma su otto ore non deve superare 3, secondo il Report delle Protezioni ambientali). Anche il toluene, nota sostanza cancerogena, ha fatto evidenziare netti incrementi nei giorni di fermo e di avvio. Così come preoccupante è anche la circostanza che i forni di cracking risultano, dal 13 al 20 maggio, in stato di guasto con dati invalidi. Il quadro che ne emerge è chiaro quanto preoccupante per la salute pubblica, poichè benzene e toluene sono potenti cancerogeni e le esposizioni, anche a picchi di concentrazione oraria, risultano estremamente pericolose per la salute.

Ordine del giorno di maggioranza

L’ordine del giorno è stato firmato da Brindisi Bene Comune, Impegno per Brindisi, Italia Viva, Ora Tocca a Noi e Partito Democratico. Condiviso, però, appieno anche dal Consigliere della Lega, dunque opposizione, Massimo Ciullo.

“Il report preliminare di Arpa sulla qualità dell’aria tra il 16 e il 20 maggio ha fatto emergere un evidente numero di picchi delle concentrazioni di benzene e di toluene in questi quattro giorni. In particolare, è emerso chiaramente un importante e diffuso fenomeno di inquinamento di benzene rilevato in diverse fasce orarie nelle cabine presenti nell’area di Brindisi in maniera molto marcata nelle centraline Terminal Passeggeri, via Dei Mille, Casale, Sisri in zona industriale e Micorosa area immediatamente esterna al perimetro del Petrolchimico. Il valore massimo si riscontra proprio al perimetro dello stabilimento Petrolchimico il 17 maggio alle 12 con un valore di 35 microgrammi/metrocubo, un valore tra 200 e 300 volte superiore ai normali trend orari. Inoltre picchi molto elevati, superiori anche al valore medio, si sono rilevati anche nelle altre stazioni cittadine negli stessi giorni. In particolare il 20 maggio tra le 16 e le 17, in cui tanti cittadini hanno segnalato odori acri intensi in città, i valori di benzene sono stati tra 16 e 21 microgrammi/metrocubo (il valore medio annuo non deve essere superiore a 5, ma su otto ore non deve superare 3, secondo il Report delle Protezioni ambientali). Anche il toluene, nota sostanza cancerogena, ha fatto evidenziare netti incrementi nei giorni di fermo e di avvio. Così come preoccupante è anche la circostanza che i forni di cracking risultano, dal 13 al 20 maggio, in stato di guasto con dati invalidi. Il quadro che emerge è chiaramente preoccupante per la salute pubblica poiché benzene e toluene sono potenti cancerogeni e le esposizioni, anche a picchi di concentrazione oraria, risultano estremamente pericolose per la salute. Le posizioni assunte in questi giorni da Versalis non vanno nella direzione auspicata della chiarezza pur in presenza di incontrovertibili evidenze rilevate da Arpa e della risoluzione delle criticità che tenga conto della tutela della salute dei lavoratori e del loro posto di lavoro nonché della tutela del territorio e della salute dei cittadini. Non è più rinviabile anche per Brindisi, e non solo per Taranto, il tema delle riconversioni ecologiche. Non è più tollerabile continuare a non considerare paritetici il diritto alla salute e il diritto al lavoro e che su questi temi la sensibilità della opinione pubblica e del dibattito politico è evidentemente elevata”. Al netto di ciò, “il Consiglio Comunale dà pieno mandato al Sindaco, di agire immediatamente per chiedere l’apertura di un tavolo con il governo nazionale e i vertici aziendali non solo di Eni/Versalis ma di tutte le altre multinazionali presenti nella nostra città che definisca, con impegni chiari e importanti investimenti, piani di sviluppo che cambino radicalmente ed in maniera sostenibile i percorsi industriali del nostro territorio”.

Ordine del giorno del Partite Repubblicano

“Premesso che con Ordinanza sindacale contingibile ed urgente n. 44 del 20 maggio 2020 è stata disposta la sospensione della attività dell’impianto chimico di proprietà della azienda VERSALIS, appartenente al gruppo ENI; che l’Ordinanza è stata adottata sulla base di un rapporto preliminare dell’ARPA Puglia da cui risultava un picco nella presenza di benzene e toluene nelle  emissioni registrate in città negli ultimi giorni; che la tutela della salute pubblica è patrimonio comune di tutte le forze rappresentate in Consiglio Comunale; che l’azienda interessata dalla Ordinanza continua a reclamare la propria estraneità; che da più parti sono state sollevate preoccupazioni per la tenuta occupazionale negli impianti chimici presenti nel nostro territorio, già in passato interessato da importanti dismissioni di impianti produttivi (EVC, DOW CHEMICAL); che appare quanto mai necessario ed urgente acquisire dati scientifici certi circa la fonte delle emissioni; che la logica del baratto tra tutela dell’ambiente e della salute pubblica e salvaguardia dei livelli occupazionali viene rigettata da tutti i Gruppi consiliari; che per favorire una ripresa produttiva ed occupazionale capace di superare la contrapposizione tra ambiente, salute e possibilità produttive occorre uno sforzo comune che deve vedere uniti attori istituzionali e rappresentanze organizzate del mondo del lavoro e delle imprese; che è giunto il momento di aprire un confronto ai massimi livelli con il Governo, la Regione e le alte sfere delle aziende chimiche presenti nel nostro polo industriale che abbia come obiettivo quello di avviare attività diverse e più evolute rispetto alla chimica di base in uno con il riutilizzo delle aree e degli impianti dismessi presenti nel petrolchimico brindisino anche utilizzando al meglio le opportunità offerte dalla Zona Economica Speciale Adriatica; che non si può più tollerare che ENI Versalis continui a non considerare adeguatamente la sede di Brindisi  dalle linee guida di sviluppo e ricerca della azienda continuando a concentrarsi a Brindisi esclusivamente sulla chimica di base, senza alcuna aperture verso quella che viene comunemente definita “chimica verde”; che  ENI è fortemente impegnata  in questo settore, che prevede la lavorazione di materie prime vegetali rinnovabili, sviluppando i nuovi impianti proprio in siti in buona parte deindustrializzati quali quello di Brindisi e dando vita a processi di economia circolare e rigenerazione territoriale; che ogni ipotesi di rilancio della zona industriale brindisina dovrebbe fondarsi sulla concezione dei terreni destinati ad attività produttive come “spazio finito”, di cui andrebbe incentivato il risanamento ed il riuso; che per avere una idea compiuta dell’impatto positivo che avrebbe l’insediamento nel petrolchimico di impianti di chimica verde attraverso il riutilizzo delle aree dismesse va considerato che il petrolchimico ancora oggi costituisce una importante componente della base produttiva brindisina, che garantisce reddito e occupazione, anche se la sua rilevanza è stata messa in discussione dai profondi processi di ristrutturazione e di riconversione produttiva attivati dalle aziende presenti nell’area e dalla dismissione di impianti produttivi verificatisi nell’ultimo decennio; che ai processi di riconversione e dismissione delle aziende chimiche non si sono contrapposti significativi fenomeni di nuova industrializzazione; che la crisi del comparto chimico ha comportato importanti riflessi anche sull’indotto, ossia su quelle aziende metalmeccaniche, di impiantistica, edili e di supporto alla attività di movimentazione dei prodotti; che proprio per porre un argine a questi fenomeni veniva firmato il 2 agosto del 2006 un accordo di programma tra il Ministero delle Attività Produttive, il Ministero del Lavoro, la Regione Puglia, Sviluppo Italia e Confindustria, che oggetto dell’accordo era, tra l’altro, la individuazione di nuove iniziative produttive in grado di corrispondere a requisiti di stabilità nel medio e lungo periodo e di qualificazione tecnologica e mercantile in uno con la capacità di determinare il possible riutilizzo dei siti industriali dismessi ed il più ampio reimpiego dei lavoratori provenienti dalle imprese in crisi; che l’inserimento di Brindisi tra le Zone Economiche Speciali deve essere l’occasione per riprendere quegli obiettivi, aprendo un nuovo tavolo di lavoro sulla chimica e chiedendo ad ENI Versalis di rivedere i suoi programmi di investimento inserendo Brindisi tra le aree in cui avviare investimenti nel settore della chimica verde; che il nuovo modello di sviluppo che occorre immaginare per la nostra città deve basarsi sulla rigenerazione del territorio, dal punto di vista economico, sociale ed ambientale, generando importanti investimenti in ricerca ed innovazione; che la chimica verde rappresenta, da questo punto di vista, una opportunità che va perseguita atteso che utilizza materie prime rinnovabili, valorizza l’integrazione con il territorio e si basa sulla ricerca e l’innovazione”. Così, il PRI impegna “il Sindaco di Brindisi ad aprire un nuovo tavolo di lavoro sulla chimica, chiamando ad un confronto serrato il Governo Nazionale, la Regione Puglia e l’ENI”.

Le dichiarazioni di Rossi

“Si parte da Versalis, ma il discorso si allarga subito al futuro della città. Bisogna avere un rapporto con Governo, affinché vengano illustrate delle misure necessarie per poter esprimere un modello unico per Brindisi”. Quindi, il primo cittadino pare non fermarsi ai ‘soli’ dati Arpa circa l’irrespirabilità dell’aria degli ultimi giorni, ma pretende investimenti e sviluppo per una città sì industriale, ma rispettando salute, ambiente e lavoro soprattutto. Rossi ne ha anche per alcuni sindacati che hanno manifestato una reazione contraria all’ordinanza: “Alcuni sindacalisti hanno espresso opinioni ai limiti della diffamazione. Ad iniziare da quelli del mio sindacato, a cui sono iscritto, ossia la CGIL. Non condanno affatto i sindacati, ma alcuni sindacalisti. Bisogna fare un distinguo tra sindacato e sindacalista”. Poi, un commento sull’assenza di gran parte della maggioranza assente nell’odierna assise (Gianluca Quarta, Carmela Lo Martire, Umberto Ribezzi, Massimiliano Oggiano, Roberto Cavalera, Ercole Saponaro, Luciano Loiacono, Gianluca Serra, Tiziana Motolese e Paolo Le Grazie, i quali hanno disertato il Consiglio perché “i dati che ha comunicato il sindaco non sono sufficienti per chiudere un impianto del genere, che dà lavoro, a tantissimi lavoratori” e perché “non ha voluto un confronto con noi sul tema in sede di conferenza dei capigruppo, imponendoci l’ordine del giorno, e non ha esteso la partecipazione al dibattito a sindacati, associazioni, datoriali, consiglieri regionali e deputati”). “Trovo strano – continua Rossi – l’assenza di altri Consiglieri di opposizione, perché questo è un dibattito su un tema importante. Strano che i rappresentanti del popolo non siano qui a dire anche che Rossi stia sbagliando oppure no. Sono contrari a ciò che facciamo? Bene, ma lo devono dire qui, perché questa assenza? Anzi, alcuni Consiglieri volevano questo Consiglio monotematico, ma quando volevano farlo? Tra 15 giorni, quando sarebbe stato tardi? Loro potevano spendere in questa sede una parola per i lavoratori, invece tacciono. Questa che stiamo iniziando è una battaglia da compiere insieme, maggioranza ed opposizione, perché in ballo c’è il futuro di Brindisi. Nessuno vuole mettere per strada 1500 persone, ma vogliamo rispetto come città ed investimenti. Chi è assente, forse, preferisce mettere la testa sotto la sabbia. Dispiace soprattutto per l’assenza dei Cinque Stelle, che è una forza del Governo. Perché non sono qui a dire ciò che chiederanno al Ministro Patuanelli, che poi è il loro Ministro, essendo espressione del Movimento”.

Ciullo e la lotta interna con Saponaro: “Combatterò al fianco del Sindaco. Saponaro parla per sè”

Voce fuori dal coro (dell’opposizione) è il Consigliere della Lega, Massimo Ciullo, il quale è totalmente proiettato al fianco di Rossi. “Chi non è qua – esordisce Ciullo – è contro l’ambiente e la tutela dei cittadini. Va benissimo l’ordinanza sindacale e l’ordine del giorno, che io approverò per dar mandato al Sindaco di far valere le ragioni di Brindisi. Chi non è qui vuole indebolire l’Amministrazione. Io ora mi spoglio da Consigliere di opposizione per perseguire la causa del sindaco. La città tutta approva l’operato dell’Amministrazione su questa vicenda. Sindaco, fin quando porterà avanti queste battaglie, mi troverà al suo fianco, vada avanti e non abbia timore”. Dichiarazioni al veleno per il collega Saponaro (Lega): “Lui è più preoccupato a fare politichetta. Io decido a nome di chi parlare ed oggi parlo a nome dei 108 firmatari contro Salvini. Non è Saponaro che deve dirmi cosa dire; è il capogruppo di se stesso. Se è in grado di farmi espellere dal Partito, lo faccia pure”.

Tommaso Lamarina

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