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Emiliano a Brindisi ed è subito polemica con lavoratore DEMA. Il Governatore: “Con me, nessuno andrà a casa”

BRINDISI – Non inizia nel migliore dei modi la visita a Brindisi del Presidente della Regione Puglia. Un lavoratore ex GSE, ora gruppo DEMA, incerto sul proprio futuro, ha ‘accolto’ Emiliano con una contestazione riguardante la propria vertenza, preoccupato che possa essere licenziato assieme ad altri 99 lavoratori. Ma il Governatore assicura: “Con me, nessuno andrà a casa”.

Michele Emiliano è stato questa mattina (12 settembre) a Brindisi per presentare le liste dei candidati Consiglieri a sostegno della sua rielezione a capo della Regione. Il Presidente non ha voluto rispondere a domande riguardanti altri competitor, seppur interessato in prima persona: “Non mi fate domande su altri candidati o su altre forze politiche – ha dichiarato Emiliano – chiedetemi delle mie liste. Il resto non mi riguarda”.

L’intervista al Governatore si è aperta con un fuori programma da parte di un lavoratore ex GSE, ora gruppo DEMA, sul quale aleggia l’ombra di un licenziamento (sono 100 lavoratori preoccupati per il proprio futuro) per la situazione in cui versa l’azienda. Un Emiliano un po’ destabilizzato, tenta di aggiustare il tiro: “Finchè ci sarò io, nessuno andrà a casa, come è sempre accaduto. Questo è un impegno che prendo”.

Sulla campagna elettorale: “E’ molto particolare – ha proseguito – ce la stiamo inventando giorno dopo giorno. Io stesso non ho il tempo di fare campagna elettorale e sto chiedendo ai miei candidati di farla al mio posto. Ora sono il Presidente in carica in un momento di emergenza epidemiologica. Ci stiamo organizzando per fare tamponi nelle varie aree. Lo stiamo facendo a Polignano, Bari ed in tutti i luoghi dove ci sono focolai. Dobbiamo riaprire le scuole. Noi abbiamo saggiamente rinviato l’apertura al 24 settembre. Stiamo pensando ad assumere il personale sanitario che serve in questi momenti di emergenza. Ora, tutti i miei avversari sono attenti alla sanità, alle fabbriche, alle persone. Ma in questi cinque anni io non li ho visti attivi su nulla e nessuno è venuto a Brindisi parlando di Brindisi e del suo futuro. Ad esempio, sono molto attento alla decarbonizzazione della centrale Enel ed al porto di Brindisi che, a causa di questa scelta, dobbiamo rilanciare. Pensiamo alla connessione tra l’aeroporto di Brindisi e la stazione centrale”.

La sanità, però, almeno a Brindisi, vacilla: il reparto di radiologia interventistica è chiuso e la PET del 2010 si rompe in continuazione e molte prenotazioni vengono annullate per questo motivo: Lo stesso Emiliano, in una intervista di un paio d’anni fa, dichiarò: “devo riconoscere che Fitto aveva tentato di fare alla sanità pugliese ciò che probabilmente era giusto fare, ossia darle una struttura economica che consentisse la costruzione dell’eccellenza”. Partendo da queste dichiarazioni, Emiliano ha sottolineato che “Raffaele (Fitto, ndr) si piglia la mano con tutto il braccio, così come si fa in campagna elettorale, quando si sparisce per 15 anni. Io all’epoca dissi che avevo capito le difficoltà di Fitto nel riorganizzare il sistema ospedaliero pugliese: aveva chiuso 22 ospedali in modo brutale, perchè aveva un buco di quasi un miliardo nella contabilità, avendo fatto operazioni meno impattanti di queste e cioè dividere gli ospedali tra quelli per acuti, per lungo degenza e per cronici, senza chiuderne uno ed era successo il finimondo. Solo questo avevo detto. Poi, Fitto è in difficoltà sulla questione sanità: basti pensare che lui è il responsabile del blocco delle assunzioni nel 2000 nella sanità pugliese. Lui ha fatto saltare alla Puglia due generazioni di medici, ha fatto un buco di 15.000 dipendenti, ha fatto il BOND in cui pagavamo interessi enormi ed io, invece, ho estinto quel BOND così costoso. Ci rispettiamo ma lui rimane il peggiore presidente. Ieri il Ministro della Salute ha detto che i numeri della sanità pugliese sono enormemente migliorati negli ultimi quattro anni, ma abbiamo ancora tanto da fare ed è per questo che mi sono ricandidato”.

Sul mondo occupazionale in città: “Brindisi non perde un solo posto di lavoro – ha assicurato Emiliano – a differenza di Arcelor-Mittal, anche con la riconversione a gas, perchè abbiamo a che fare con un’azienda seria e non come quella di Arcelor-Mittal. Di ciò, però, ne perderà il porto di Brindisi. E’ lì che deve entrare in campo una iniziativa di imprenditori locali, per creare un retroporto, connesso a quello di Taranto. Solo così si può creare qualcosa di straordinario ma bisogna lavorare e non lamentarci”.

Bisogna reinventare una politica sull’agricoltura. La Puglia pare debba restituire i fondi sull’agricoltura, in quanto non utilizzati ed ora l’attuale Governatore vorrebbe rilanciare il settore con i soldi del Recovery Fund: “Abbiamo bisogno di investire almeno un miliardo di euro del Recovery Fund sulla agricoltura del Salento: Brindisi, Taranto e Lecce. Dobbiamo ricostruire il patrimonio arboreo in capitale produttivo e dobbiamo costruire un acquedotto rurale che utilizzi l’acqua che depuriamo. I fondi ci sono”.

Tommaso Lamarina

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