Cronaca

La spavalderia dei due fratelli affiliati alla SCU, aggressione in pieno giorno: “Tu non sai chi sono io”. Poi la bomba

BRINDISI – La spavalderia dei due fratelli affiliati alla SCU, figli di Lucia Monteforte, moglie di Francesco Campana. Calci e pugni a due commercianti.

Marco e Simone Sperti, brindisini, rispettivamente di 33 e 23 anni, sono accusati (nell’ambito dell’operazione ‘Old Generation’ che ha visto ieri il blitz della Polizia e lo ‘schiaffo’ alla SCU, conclusosi con otto arresti, tra cui i fratelli) per avere, in concorso tra loro, aggredito nelle immediate vicinanze del bar “Crazy Cafè”, gestito da Cesario Monteforte, due titolari di un negozio di vini. In particolare, dopo aver chiesto ad uno dei due se avesse visto il proprietario del bar, Marco Sperti, profferendo le testuali parole: “Hai capito tu non sai chi sono io”, senza alcun motivo, ha sferrato un pugno al viso del predetto, cagionandogli lesioni personali consistite in “tumefazione piramide nasale, dolenza zigomatica a destra”. Mentre, il fratello Simone, scendendo dell’autovettura Lancia Ypsilon, si è avventato contro il figlio della prima vittima, spingendolo, facendolo cadere per terra e sferrandogli un calcio al volto, cagionandogli così un “trauma facciale con frattura scomposta e pluriframmentaria di numerosi segmenti scheletrici del massiccio facciale”, con prognosi iniziale di giorni 30 giorni.

Entrambi i fratelli, hanno le aggravanti: del fatto commesso da più persone riunite; di aver agito con metodo mafioso ed avvalendosi, ai fini della commissione del delitto, della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, ponendo in essere la condotta in pieno giorno ed in centro abitato, contando sul fatto che nessuna circostanza relativa all’aggressione sarebbe stata riferita alle Forze dell’Ordine da chi l’aveva subita, atteso il coinvolgimento in essa di persone vicine ad appartenenti ad associazione di tipo mafioso. I fatti risalgono al 21 gennaio scorso.

Il giorno dopo, la vendetta su Monteforte. Francesco Campana, Giovanni Donatiello ed i due fratelli, in concorso tra loro, sono accusati quali mandanti, ed in concorso con altro individuo non meglio identificato, quale esecutore materiale, di una bomba fatta esplodere sulla serranda del Crazy Cafè. Il soggetto non identificato, ha sistemato sull’angolo sinistro della serranda metallica posta all’entrata del bar di viale Commenda, nel rione Commenda di Brindisi, un ordigno esplosivo, facendolo esplodere e cagionandone, a seguito della deflagrazione, ingenti danni alla serranda, alla porta in metallo pannellata in vetro ed all’arredamento del locale.

Ma perché Marco e Simone Sperti si sarebbero scagliati contro Monteforte? Questi, fratello di Lucia Monteforte, madre di Marco e Simone, è divenuto il punto di riferimento per la criminalità brindisina, in quanto, sebbene sia stato più volte detenuto, ha ricevuto, evidentemente da Francesco Campana, l’investitura ad organizzare il sodalizio criminoso nella città di Brindisi. Negli ultimi tempi, però, ci sarebbe stata una rottura legata alla suddivisione dei guadagni illeciti. Qualche sera prima, alcuni spari, infatti, sono stati indirizzati contro l’abitazione di Lucia Monteforte.

Tommaso Lamarina

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