Cronaca

Si reca al Perrino al 9° mese e perde il bambino: lei in condizioni critiche. Salma a disposizione della magistratura

BRINDISI – I genitori del bambino hanno sporto denuncia, per accertare le cause del decesso, al netto dei tardivi soccorsi alla donna. Ora versa in condizioni critiche. La salma del piccolo è a disposizione della magistratura. Autopsia tra 30 giorni.

Sepolcrale vicenda consumatasi al Perrino di Brindisi. Una donna al nono mese di gravidanza, G.M. le sue iniziali, 35enne brindisina, si è recata lunedì scorso (19 ottobre) presso il Pronto Soccorso del locale nosocomio, attorno alle 13:30, a seguito di forti dolori causati da una classica ipertensione, dolori addominali e gonfiore alla gamba ed al volto. Da precisare che G.M. aveva condotto, fino ai primi giorni di ottobre, una gravidanza serena, ad eccezione di una normale ipertensione sopraggiunta, per la quale il ginecologo le avrebbe prescritto un farmaco. Non migliorando, però, ha deciso di recarsi al Perrino. Qui, come di norma, dovrebbe essere immediatamente licenziato il protocollo anti-Covid e il compimento del tampone. Però, tra l’arrivo e le prime cure, sarebbero passate circa due ore. Infatti, i sanitari si sarebbero occupati della donna soltanto dopo le 15:00, grazie alla solerzia di un medico.

Da un primo tracciato al bambino ancora in grembo, il battito cardiaco sarebbe risultato essere debole, per come riferito dai sanitari. Il secondo, invece, inesistente. Così, si sarebbe reso necessario il parto, che sarebbe avvenuto alle 19:30, ben quattro ora dopo i primi soccorsi, ma si sarebbe optato inizialmente per quello naturale e solo dopo avrebbero operato con il cesareo in urgenza, posto che la 35enne avrebbe iniziato a vedere offuscato da un occhio e ad accusare forti perdite emorragiche. In sala parto, il bambino è nato già morto, perché, stando quanto dichiarato dai medici, si sarebbe strozzato con un doppio giro di cordone ombelicale mentre era ancora in grembo, ecco perché il secondo tracciato avrebbe dato esito negativo. Il piccolo ha anche un certificato di nascita.

I genitori, assistiti dal legale di fiducia Andrea Giacani del Foro di Roma, hanno sporto denuncia presso la Questura di Brindisi per accertare le reali cause del decesso e capire se i soccorsi tardivi abbiano potuto in qualche modo aggravare la situazione del piccolo e della stessa donna, atteso che attualmente è ancora ricoverata presso l’ospedale Perrino, in quanto versa in condizioni critiche, con una funzionalità renale compromessa ed è, quindi, sottoposta a dialisi.

Il pm di turno, De Nozza, ha disposto immediatamente il sequestro delle cartelle cliniche e la salma del piccolo è messa a disposizione della magistratura per l’esame autoptico, che dovrebbe avvenire non prima di 30 giorni.

Tommaso Lamarina

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