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Bozza Decreto Ristori: contributo a fondo perduto per partite IVA e sostegno a società sportive dilettantistiche e operatori turistici

BRINDISI – Dovrebbe arrivare un finanziamento di 50 milioni di euro per tutte le associazioni e società sportive dilettantistiche, altri 100 milioni per gli operatori turistici ed un contributo a fondo perduto per i possessore di Partita IVA che, in periodo di emergenza Covid, sono stati chiusi o comunque prodotto un utile insufficiente. Tale misura dovrebbe essere inserita nella bozza del Decreto, per poi essere ufficializzata.

Partite IVA

La disposizione normativa introdurrebbe il riconoscimento di un contributo a fondo perduto ai soggetti titolari di partita IVA che svolgono attività prevalente nell’ambito dei settori economici che sono oggetto delle limitazioni previste dai decreti del Presidente del Consiglio emanati nel mese di ottobre 2020. Per accelerare i tempi, la norma stabilirebbe che la somma venga accreditata direttamente sul conto corrente bancario o postale dei soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio, “parametrando la somma da corrispondere ad una percentuale della somma già corrisposta in precedenza, il cui valore era stato determinato sulla base del calo di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019”. Per lo Stato, “l’ammontare del contributo non può superare 150.000 mila euro e, per coloro che hanno attivato la partita IVA dopo il 1° gennaio 2019”. Non possono accedere al ristoro i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020 e quelli che hanno cessato la partita IVA il 25 ottobre 2020.

Sport dilettantistico

Al fine di far fronte alla crisi economica delle associazioni e società sportive dilettantistiche determinatasi in ragione delle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, sarebbe istituito nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze  il  “Fondo  per  il  sostegno delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Società Sportive Dilettantistiche” le cui risorse sono trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, per essere assegnate al Dipartimento per lo Sport. La norma, dunque, intenderebbe garantire un adeguato supporto economico in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno subito le misure interdittive disposte dal DPCM del 24 ottobre 2020, consentendo il rifinanziamento degli interventi di sostegno adottati negli scorsi mesi (a seguito di procedure di evidenza pubblica), tenuto conto del servizio di interesse generale da esse svolto per la collettività e in particolare per le comunità locali e per i giovani.

Il finanziamento del Fondo sarebbe determinato nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020 ed sarebbe destinato all’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività istituzionale a seguito dei provvedimenti statali di sospensione delle attività sportive.

Operatori turistici

Come è noto, il comparto turistico è stato tra quelli più duramente colpito dalle rigorose misure di confinamento e di restrizione dei viaggi imposte dalla pandemia da coronavirus. Uno degli effetti immediati della crisi è stato, infatti, il blocco dei flussi turistici. Le perdite subite dal settore sono destinate a perdurare nel tempo, oltre che per le misure restrittive ancora in atto, anche per i timori di contagio che, verosimilmente, limiteranno i viaggi a scopo turistico anche in un prossimo futuro con una prospettiva di ripresa più lenta rispetto ad altri settori. Tale constatazione fa ritenere necessarie ulteriori azioni di sostegno per non aggravare i pesanti impatti sull’economia del settore, sull’occupazione diretta e sull’indotto. Il Governo, sempre secondo indiscrezioni che circolano nelle stanze di Palazzo Chigi, avrebbe inserito anche le guide e gli accompagnatori turistici. Pertanto, la dotazione originaria del fondo, pari a 25 milioni di euro per l’anno 2020 destinata a sostenere le agenzie di viaggio e i tour operator, in considerazione delle enormi perdite economiche subite dalla categoria, è stata aumentata, portando l’ammontare delle risorse a 265 milioni.

Le agenzie e i tour operator sono in numero di circa 10.000, presenti su tutto il territorio nazionale. L’intero comparto ha subito una perdita di fatturato in media pari al 90%. Secondo i dati forniti dagli organismi rappresentativi del settore, infatti, il fatturato totale annuo del comparto è pari a 13 miliardi di euro, quello relativo ai mesi di marzo-luglio che incide per il 50% sulla somma totale annua, è pari a 6,5 miliardi. Nel periodo indicato, per l’anno 2020, il comparto ha perso quindi 5.850.000.000 di euro. Per quanto riguarda le agenzie e i tour operator, ai fini del calcolo del contributo, la Direzione generale Turismo tiene conto: della differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dal 23 febbraio 2020 al 31 luglio 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente periodo del 2019; dei ricavi riferiti al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto; dell’importo del contributo a fondo perduto eventualmente percepito ai sensi dell’articolo 25 del decreto-legge n. 34 del 2020. L’ammontare del contributo sarebbe poi determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dal 23 febbraio 2020 al 31 luglio 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente periodo del 2019 come segue: 20% per i soggetti con ricavi non superiori a 400 mila euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto; 15% per i soggetti con ricavi superiori a 400 mila euro e fino a un 1 milione di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto; 10% per i soggetti con ricavi superiori a 1 milione di euro e fino a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto; 5% per i soggetti con ricavi superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata adozione del presente decreto. Il 9 ottobre 2020 è scaduto il termine per la presentazione delle istanze. Entro la scadenza definita sono state presentate 7.124 domande per una richiesta complessiva di circa 710mila euro. Le risorse sono ripartite tra i beneficiari in egual misura, comunque non superiore a 5mila euro ciascuno. Relativamente al comparto fiere e congressi, ci sarebbe un incremento di 100 milioni di euro e le risorse pari a 20 milioni di euro sono ripartite: 7,5 milioni agli enti fiera e agli organizzatori di fiere; 7,5 milioni: ai soggetti organizzatori di congressi; 5 milioni: ai soggetti erogatori di servizi di logistica e trasporto e di allestimento che abbiano una quota superiore al 50% del fatturato derivante da attività riguardanti fiere e congressi.

Tommaso Lamarina

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