Cronaca

Danneggiamento e incendio di auto, furto e spaccio di sostanze stupefacenti A Ostuni indagati in sette

La Polizia di Stato, dopo aver concluso una rapida attività di indagine a seguito delle rapine perpetrate, all’inizio della scorsa estate, sulla SS 379 all’altezza di Ostuni presso distributori di carburanti, oggi ha notificato l’avviso della conclusione delle indagini a sette indagati contestando, altresì, il reato di danneggiamento seguito da incendio, furto e spaccio di sostanze stupefacenti.
In particolare, lo scorso 10 luglio, gli investigatori della locale squadra mobile unitamente al personale del Commissariato di Ostuni eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per le citate rapine, a carico di Marco Conte sottoponendo, alla stessa misura, per concorso, la madre Irene Maraschio. La misura custodiale degli arresti domiciliari ha interessato anche gli altri compartecipi, nel caso di specie la fidanzata di Marco Conte, Silvia Epifani e al patrigno dello stesso, Giuseppe Cordella.
Gli investigatori, non paghi dei risultati conseguiti, hanno proseguito le indagini che hanno poi consentito di identificare gli autori degli eventi incendiari ricollegati presumibilmente ad un contesto finalizzato ad un preciso disegno criminoso di natura estorsiva, di un’attività di spaccio in particolare di hashish, di marijuana, nonché di un furto aggravato.
L’attività investigativa ha permesso di acquisire numerosi elementi probatori a carico di Marco Conte, del 40enne V.P., del 40enne L.V. 40enne e del 32enne T.A., in relazione allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Marco Conte risulta responsabile, altresì, di furto di un furgone di proprietà di un imprenditore locale, vittima poche ore dopo di danneggiamento seguito da incendio della propria autovettura da parte sempre di Marco Conte. Nel caso di specie si contestano i danneggiamenti seguiti da incendi ai danni di un esercizio commerciale nel centro storico di Carovigno, di un’autovettura di un imprenditore ortofrutticolo della zona e di un incendio alla porta d’ingresso dell’abitazione di un soggetto noto alle forze dell’ordine.
L’attività investigativa ha permesso di rilevare la condotta minacciosa posta in essere da parte di V.P. ai danni di un cittadino extracomunitario mediante l’uso di un arma detenuta illegalmente, il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto mentre era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.
Il team di investigatori ha opportunamente, dapprima ricostruito l’organizzazione delle rapine secondo un modello familiare, assicurando alla giustizia i responsabili di eventi delittuosi che intrinsecamente hanno un altissimo disvalore sociale e successivamente, snodando le restanti fasi investigative, sono riusciti a ricostruire le relazioni ed i rapporti delinquenziali con altri soggetti ritenuti responsabili di altre fattispecie delittuose.
L’immediato intervento delle pattuglie della Polizia dello Stato presenti sul territorio nonché la conoscenza dello stesso da parte delle forze dell’ordine, hanno consentito di acquisire, nell’immediatezza, gli elementi essenziali utili a dare impulso e direzione all’attività di indagine infrenando il fenomeno delle rapine nei distributori.
Il quadro che si è presentato agli investigatori è stato particolarmente allarmante, caratterizzato da una sequela di episodi criminosi e violenti che tanto hanno destabilizzato l’opinione pubblica.

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