Cronaca

Corruzione in Tribunale, anche il commercialista Pepe Milizia resta in carcere. Rigettato ricorso

FRANCAVILLA FONTANA – Anche il commercialista di Francavilla, Pepe Milizia, resta ristretto nel carcere di Melfi. Il Riesame ha rigettato il ricorso presentato dal legale del professionista.

Oreste Pepe Milizia, finito in manette lo scorso 28 gennaio dopo lo scandalo abbattutosi nel Tribunale di Brindisi, resta ristretto nel carcere di Melfi. Il Tribunale del Riesame di Potenza ha, così, rigettato la richiesta presentata dal difensore del commercialista, Roberto Palmisano del Foro di Brindisi, che vedeva l’annullamento dell’ordinanza di carcerazione o, in subordine, la concessione della misura di detenzione ai domiciliari. Nella giornata di ieri, anche il magistrato Gianmarco Galiano ha avuto notizia del rigetto della propria istanza, rimanendo, dunque, nella casa circondariale di Melfi.

Pepe Milizia è ritenuto, secondo gli inquirenti di Potenza, il braccio destro di Galiano (il giudice che avrebbe creato il sodalizio per arricchirsi e far arricchire tutti i suoi solidali, tra il 2012 ed il 2018, ndr). Colui che avrebbe, poi, concretizzato tutti gli escamotage del magistrato per eludere il fisco, stilato atti ed apposto clausole contrattuali ‘convenienti’ a Galiano. Il magistrato, nelle proprie cause, incaricava sempre Pepe Milizia, facendogli percepire diverse somme di denaro, quale compenso professionale. Il professionista francavillese, il 2 febbraio scorso ha rilasciato una dichiarazione al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza, Lucio Setola, partendo dalla contestazione mosse nell’ordinanza di custodia cautelare.

Tommaso Lamarina

Comment here