Cronaca

Nove arresti nell’operazione “Gold Cars”, Polizia sgomina giro di affari da 600mila euro

OSTUNI – Associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio ed auto-riciclaggio ed appropriazione indebita, con base logistica in uno studio di Ostuni. Questi questi i capi di accusa per nove soggetti, tutti con precedenti penali, di Ostuni, finiti in manette nell’operazione “Gold Cars”, conclusa dai poliziotti della Squadra Mobile di Brindisi e del Commissariato della Città Bianca.

I nomi

Gli arrestati sono nove e tutti di Ostuni, con precedenti penali: in carcere finiscono Giacomo Errico di 55 anni e ritenuto il capo della consorteria criminale ha promosso, organizzato e diretto l’associazione, utilizzando società precostituite agli scopi, intestate a prestanomi, da lui ideate e dirette, allo scopo di stipulare contratti di noleggio di autovetture di grossa cilindrata; Gennaro Cantore di 50 anni e ritenuto il braccio destro di Errico, promotore ed organizzatore dell’associazione, si occupava, in particolare, della gestione dei mezzi noleggiati, custodendoli e della loro vendita all’estero e delle risorse economiche del gruppo, fornendo, altresì, assistenza negli spostamenti quotidiani del capo; Gaetano Sasso di 49anni, ritenuto il tesoriere, promotore ed organizzatore dell’associazione, impegnato perlopiù delle formalità fiscali delle società all’uopo costitute e di quelle burocratiche; Ottavio Moro di 58 anni, promotore ed organizzatore dell’associazione, aveva il compito di organizzare l’attività illecita e di seguirne gli sviluppi, fino allo spostamento all’estero delle vetture e ritenuto anche l’autista. Ai domiciliari, invece, Giuseppe Lacorte di 29 anni, partecipe all’associazione, fungeva da prestanome per conto del capo in una società allo stesso riconducibile, stipulando i contratti di noleggio di diversi veicoli; Antonio Andriola, 61enne, partecipe all’associazione, fungeva da intermediario nelle trattative di compravendita dei veicoli nella disponibilità del sodalizio, smistando le autovetture e gestendo i rapporti economici con gli acquirenti; Damiano Lanzillotti, 44enne, partecipe all’associazione, si occupava materialmente del ritiro dei veicoli dalle società noleggiatrici e della consegna degli stessi ad altri correi, provvedendo anche all’alterazione dei documenti per consentirne la vendita all’estero; Angelo Vincenti di 48 anni, partecipe all’associazione, legale rappresentante di una società fittizia, appositamente costituita per realizzare le condotte delittuose, stipulando i contratti di noleggio di diversi veicoli; Martino Ancora, 58enne, residente a Cinisello Balsamo (MI), partecipe all’associazione, si occupava delle trattative di acquisto dei veicoli che venivano poi trasferiti all’estero.

La truffa

Si appropriavano indebitamente di auto di grossa cilindrata dal valore non inferiore ai 50mila euro (Mercedes, BMW, Jaguar, Audi, ecc.), tramite una operazione di leasing (senza versare alcune caparra iniziale), per poi smerciarle tra Germania, Francia e Belgio. La truffa ammonterebbe a circa 600mila euro, per 15 vetture. Gli indagati, dopo aver noleggiato veicoli di grossa cilindrata da varie società di locazione finanziaria, per lo più ubicate nel Nord Italia, servendosi dello schermo di alcune società fittiziamente create (New Euro srl e Commerciale Export, rispettivamente di Vincenti e Lanzillotti), si rendevano inadempienti a contratto di noleggio, conducendo l’auto all’estero per rivenderla a terzi acquirenti o comunque facendone perdere le tracce. Le indagini hanno avuto origine da alcune denunce querele per appropriazione indebita di autovetture presentate da alcune società di noleggio sfociate nell’emissione di alcuni decreti di sequestro preventivo delle autovetture interessate. Tali episodi, concernenti peraltro autovetture di rilevante valore commerciale, riconducibili ad uno degli odierni indagati, insospettivano sin da subito gli organi inquirenti, tenuto anche conto che lo stesso era conosciuto come semplice manovale edile che non palesava un tenore di vita alto. Successivi accertamenti, anche sulla documentazione prodotta in occasione della stipula dei contratti di noleggio, hanno consentito di rilevare il coinvolgimento di società fittizie, di altri soggetti odierni indagati e soprattutto la sussistenza di altre operazioni analoghe poste in essere dalla medesima società fittizia e con lo stesso modus operandi. Gli inquirenti hanno, quindi, accertato la serialità delle condotte e l’unicità del disegno criminoso perseguito dal gruppo criminale finalizzato a defraudare le società sia dei guadagni rivenienti le offerte di noleggio proposto e sia del capitale (autovettura) di cui si perdeva ogni traccia. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito, altresì, di individuare il luogo, un ufficio che fungeva da vero e proprio ‘quartier generale’, in cui il gruppo criminale era solito riunirsi, pianificare le operazioni illecite, le attività da porre in essere e le società da utilizzare a tal fine e dividersi il denaro.

Gli indagati “hanno dimostrato di possedere una spiccata capacità criminale e propensione al reato essendosi dimostrati essere assai inclini al crimine, cui si approcciano con estrema disinvoltura e professionalità, evidenziando una spiccata capacità organizzativa ed una ‘intelligenza criminale’ fuori dal comune”. Il coinvolgimento di Errico, capo indiscusso dell’associazione per delinquere, “conferisce grande rilevanza al sodalizio criminale, laddove si consideri la caratura criminale e i numerosi precedenti penali e di polizia dello stesso, in materia di contrabbando, estorsione, ricettazione, stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali ed introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi. Lo stesso Errico avrebbe partecipato attivamente alla realizzazione delle operazioni di natura illecita, elaborando e mettendo in gioco la società ‘GL BIG STOCK’ intestata (figurativamente) al cognato Lacorte. Si colloca come ‘figurato’ operaio facente funzioni di magazziniere; prima ancora della cessione di detta società (e dopo che era stata impiegata nella stipula di vari contratti di locazione finanziaria di veicoli di significato valore), di concerto con i restanti del gruppo, ha ideato e realizzato l’apertura di una nuova società, ove ha occupato la nuova mansione di addetto alle vendite, sotto l’insegna BIG STOCK ARREDAMENTI S.r.l.s. (avente ad oggetto la vendita di mobili e arredi), avviata in data l’8 gennaio del 2019, svolta sempre nei medesimi locali e tipologie di mercato, in seno alla quale ricopre la carica di socio M.O., anch’egli indagato (titolare di quote al 90%).

Le indagini

Nel corso della notte, circa 80 uomini della Polizia di Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica di Brindisi, hanno proceduto all’arresto di nove indagati sopracitati. Il provvedimento, emesso dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Brindisi, su richiesta del Sostituto Procuratore, Dott. Montinaro ,con il quale sono stati disposti i provvedimenti cautelari, ha consentito di assestare un durissimo colpo all’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti di appropriazione indebita di autovetture di grossa cilindrata e di notevole valore economico, ai danni di otto società ignare del settore (dislocate prevalentemente al Nord Italia), e autoriciclaggio dei proventi dei delitti.

La misura cautelare è stata eseguita da personale del Commissariato di Ostuni, diretto dal commissario Andrea Toraldo, unitamente a personale della Squadra Mobile della Questura di Brindisi, coordinata dal vice Questore Rita Sverdigliozzi, e della Squadra Mobile di Milano, coadiuvato da numerosi equipaggi dei Reparti Prevenzione Crimine di Lecce e Bari, nonché con l’ausilio di unità cinofile e artificieri e del Reparto Volo di Bari. Il gruppo criminale risulta, secondo gli investigatori, estremamente coeso, strutturalmente complesso ed altamente organizzato. Il metodo criminale che l’indagine ha cristallizzato è pedissequamente quello tipizzato dall’art. 416 del codice penale.

Le indagini, durate circa due anni ed avviate da un sequestro preventivo di un indagato (trovato in possesso di auto costose, pur non avendone disponibilità economica, ndr), hanno fatto emergere l’esistenza di un’associazione per delinquere connotata dalla stabilità del vincolo associativo, la suddivisione dei ruoli tra gli indagati, la disponibilità di una base logistica in uno studio ad Ostuni ed una ‘cassa’ comune grazie alla quale gli indagati si arricchivano, la indeterminatezza del programma criminoso i cui delitti non sono stati preventivamente stabiliti, bensì decisi di volta in volta, in esecuzione del pactum sceleris.

L’odierna operazione è diretta a “rafforzare l’azione di contrasto alle condotte illecite connotate da maggiori profili di insidiosità e gravità che generano un diffuso allarme sociale tra la popolazione. La costante presenza sul territorio ostunese della Polizia di Stato, sia dal punto di vista preventivo che repressivo, risulta essere garanzia di legalità e di sviluppo del territorio”.

Il modus operandi

Il modus operandi utilizzato dai membri dell’associazione per delinquere corrisponde ad una strategia criminale schematizzata, sempre più perfezionata, ripetuta ciclicamente, che può essere quindi sintetizzata in tali fasi: 1) ottenere il possesso di prestigiose autovetture di significativo valore economico; 2) inadempimenti nei pagamenti dei canoni mensili di locazione, cui seguivano diffide e la risoluzione contrattuale; 3) appropriazione delle autovetture e inizio della trattativa per la vendita delle stesse con l’aiuto di intermediari consapevoli della provenienza illecita dei veicoli e ben collegati a potenziali compratori di paesi oltre confine; 4) cessione dei veicoli oltre i confini nazionali, rendendoli in tal modo irrintracciabili, dietro corresponsione di compensi illecitamente pattuiti. L’attività di indagine ha riguardato quindici autovetture oggetto di appropriazione indebita, per un giro d’affari di circa 600.000 euro, alcune delle quali ritrovate fuori dai confini nazionali (Francia, Belgio e Germania) e quindi riconsegnate alle società proprietarie, altre sottoposte a sequestro, mentre di alcune vetture si sono perse le tracce.

Le auto

Furgone Ford Transit, veicolo sottoposto a sequestro preventivo e poi restituito al legittimo proprietario; Mercedes Classe E di proprietà di banca, veicolo oggetto di sparizione; Mercedes Benz classe E coupe, veicolo rinvenuto in Francia e restituito al legittimo proprietario; Audi A6, veicolo oggetto di sparizione; Nissan Navara, oggetto di sparizione; Mercedes Benz, modello E 220 D 4 Matic, del valore di 50mila euro circa, veicolo oggetto di sparizione; Mercedes Benz, modello Cie 250 D 4 matic premium, del valore di circa 44.000 euro, veicolo poi rinvenuto in Belgio; Jaguar tipo F-Pace 2.0d, del valore di 50mila euro circa, veicolo che dopo aver fatto perdere le proprie trace è stato rinvenuto dalle Autorità tedesche in un parcheggio dell’aeroporto di Francoforte; Volkswagen Golf 2.0 tali, del valore pari ad 30 mila euro, veicolo che dopo aver facto perdere le proprie tracce è stato poi rinvenuto in Francia.

 

Tommaso Lamarina

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