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Closing Brindisi, la W3 Group in città. Da 13 giorni chiede chiarezza ma nessuno risponde

BRINDISI – La W3 Group di Roma è a Brindisi con i propri rappresentanti per far capire che fa sul serio. La società capitolina chiede chiarezza ai vertici biancazzurri ma, al momento, ancora nessuna risposta del club. Intanto, Montella definisce la situazione tranquilla.

Sfumata (per ora) la trattativa che porta il socio Daniele Arigliano ad acquisire il 95% del Brindisi FC, rispunta ancora la W3 Group, una società romana. Secondo quanto riportato dai colleghi di AntennaSud85, i massimi sponenti della società capitolina si sarebbero recati a Brindisi nelle ultime, per sondare il terreno, in vista di una loro possibile acquisizione del club adriatico. La W3 Group aveva, il 19 marzo scorso, inviato al Brindisi una mail con la quale chiedeva di prendere visione di tutta la documentazione utile, con annessi debiti (ricordiamo che ha ancora un debito dell’anno scorso con il Comune di Brindisi di 40mila euro, che è destinato a crescere al termine di questa stagione, ndr), per avere un quadro completo della situazione. Al momento, però, secondo indiscrezioni, pare che le richiesta della W3 siano rimaste senza risposta.

L’advisor Gino Montella, però, ai microfoni dei colleghi di Studio100, si è detto ottimista che la trattativa con Arigliano possa concludersi positivamente, senza menzionare gli imprenditori romani. “Continuo ad essere ottimista, con l’ingresso di Arigliano in società, che ha rilevato il 25% delle quote – ha detto l’avvocato – abbiamo più forza nella proprietà. Nessuno si tirerà indietro rispetto le proprie responsabilità, l’importante è superare le incomprensioni. In ogni caso, le trattative per la cessione del pacchetto di maggioranza del club non sono chiuse, continuiamo a lavorare”.

Tale situazione preoccupa la tifoseria. Alcune pagine Facebook dedicate al Brindisi calcio hanno smesso di essere attive in segno di protesta. La Curva Sud ha ripreso a posizionare striscioni che invitano l’attuale proprietà a vendere. Qual è la verità, dunque? Si vuole davvero vendere? In tutta questa confusione generale, la PerBrindisi, che è all’interno della società con il 5% e che funge da massimo garante del club, cosa ne pensa?

Tommaso Lamarina

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