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Collegamento ferroviario tra aeroporto del Salento e stazione di Brindisi, avviata procedura valutazione impatto ambientale

BRINDISI – E’ stata avviata la procedura di valutazione di impatto ambientale e verifica del piano di utilizzo terre per un collegamento ferroviario che va dell’aeroporto del Salento fino alla stazione ferroviaria di Brindisi.

La società Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. ha presentato, lo scorso 8 marzo, istanza al Ministero della Transizione Ecologica per l’avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale e verifica del piano di utilizzo terre per l’intervento relativo al progetto definitivo del collegamento ferroviario dell’aeroporto del Salento con la stazione di Brindisi. “Dalla data della comunicazione ministeriale, ovvero 4 aprile scorso, decorre il termine di 60 giorni entro il quale chiunque abbia interesse può presentare le proprie osservazioni concernenti la valutazione di impatto ambientale, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi”.

Le opere previste sono finalizzate alla realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario tra la Stazione di Brindisi e la futura Stazione dell’Aeroporto del Salento. Il Progetto interessa aree comprese tra l’asse ferroviario esistente della linea Bari-Lecce e l’aeroporto sito a Nord e Nord-Ovest della città di Brindisi.

Gli interventi prevedono opere prevalentemente in rilevato e sono: realizzazione di un nuovo collegamento a singolo binario che inizia dalla linea a doppio binario Bari-Lecce e termina nella nuova stazione di Brindisi Aeroporto, con lunghezza totale di 6+208.28 km; un tratto a singolo binario di collegamento tra la linea Bari-Lecce e il nuovo tratto di linea riportato al punto precedente di sviluppo pari a 0+769 km, per l’innesto lato Bari; la nuova stazione di Brindisi Aeroporto, che prevede due binari di stazionamento serviti da due marciapiedi esterni; la realizzazione di un tratto a singolo binario tra la linea Bari-Lecce e la linea Brindisi-Taranto, che presenta uno sviluppo di 1+064.39 km.

Il progetto è soggetto a procedura di via nazionale, in quanto “individuato nel Contratto di Programma MIT – RFI parte Investimenti 2017-2021, aggiornamento 2018-2019”. Va specificato che le opere non ricadranno neppure parzialmente in aree naturali protette.

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