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Lavoratori ex GSE, la vertenza approda al MISE: Consiglio Comunale compatto. Cassa integrazione per un altro anno

BRINDISI – Il Consigliere Comunale Antonino del PRI ha ottenuto voto favorevole, dall’intera assise, al proprio ordine del giorno riguardante i lavoratori ex GSE. Il prossimo 7 maggio la vertenza approderà al MISE, con il sostegno dell’Amministrazione Rossi. Il Sindaco: “Seguirò la vicenda”.

Per caprine l’origine dell’affossamento dei dipendenti del comparto è d’uopo fare un passo indietro. La società DCM srl, sodalizio orbitante nel perimetro del gruppo DEMA spa, ha acquistato dal Tribunale di Brindisi, il 27 dicembre del 2017 al prezzo di 3.600.000 euro, la GSE srl, azienda storica del comparto aeronautico brindisino, impegnandosi a mantenere inalterata la forza lavoro di 225 unità. La DCM è stata “costituita in data 18/12/2017, appena dieci giorni prima dell’Ordinanza del Giudice Fallimentare, con un capitale sociale di euro 10.000,00 di cui versati euro 2.800,00”. “Successivamente la Società DCM srl ha stipulato un fitto di ramo di azienda con il sodalizio DAR srl, avente la stessa sede legale del locatore”. Ciò prevedeva il passaggio di tutta la forza lavorativa alla DAR srl, “di cui 113 dipendenti venivano trasferiti contestualmente alle dipendenze della DAR srl senza alcun rispetto dei criteri posti dalla Legge 223/1991, nel mentre per gli altri 112 veniva assunto formale impegno a fare altrettanto in un’epoca successive”. Quindi, i 112 dipendenti non assunti sono stati messi in cassa integrazione guadagni.

Poi, la DCM ha deciso di porsi in liquidazione volontaria, senza che alcun impegno di salvaguardia del patrimonio aziendale della GSE venisse mantenuto. “L’intera operazione sembra essere stata concepita con l’intento di acquisire le commesse in pancia alla GSE srl, riducendo sensibilmente la forza lavoro impiegata”, si legge nell’ordine del giorno del Consigliere Comunale del Partito Repubblicano, Gabriele Antonino. Ad oggi, i lavoratori ex GSE sono rimasti privi di tutela ed hanno lanciato una accorata richiesta di aiuto alle Istituzioni.

Per questo motivo, Antonino ha impegnato l’Amministrazione “a porre in essere tutte le azioni a salvaguardia dei lavoratori ex GSE rimasti privi di occupazione, coinvolgendo l’Amministrazione Provinciale, la Regione Puglia e la Prefettura, affinché venga sventato il palese tentativo di cessione dell’intero complesso aziendale dalla DCM srl alla DAR srl, aggirando i vincoli posti dalla Legge 23 luglio 1991 n. 223 in materia di cassa integrazione, mobilità e trattamento di disoccupazione ed a chiedere al Ministero dello Sviluppo Economico la partecipazione delle istituzioni locali per il giorno 7 maggio 2021, alle ore 12:00”.

“Grazie al Sindaco ed ai colleghi per il voto unanime – ha detto Antonino – è una vicenda poco limpida con parecchi impegni non mantenuti da parte dell’azienda e delle istituzioni coinvolte, pertanto e a maggior ragione la mia massima solidarietà nei confronti dei lavoratori ex GSE oggi a casa nella speranza che si trovi una soluzione a quella che rischia di essere l’ennesima vertenza irrisolta della nostra città”.

“E’ evidente che c’è una situazione nata male – ha dichiarato il primo cittadino, Riccardo Rossi – perchè il piano presentato all’epoca sostanzialmente non si realizzò. Complice anche la pandemia, altrimenti, ci sarebbe stato un incremento della produzione del 5%, ora invece la situazione è capovolta. In questo periodo, guadagnare un anno di casa integrazione non è certamente la risoluzione ai problemi, ma è un passo avanti, al netto di un settore che, al momento, non ha margini di sviluppo. In questo anno, speriamo che la campagna di vaccinazione possa rimettere in moto l’intero comparto. Mi impegno a seguire la vicenda”.

Tommaso Lamarina

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