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Anna Consales e Gianfranco Perri, presentato il libro “Un caffè in libreria”: memoria viva e identità ritrovata, il racconto autentico della Brindisi che era e che può ancora essere

Anna Consales e Gianfranco Perri, presentato il libro “Un caffè in libreria”: memoria viva e identità ritrovata, il racconto autentico della Brindisi che era e che può ancora essere

Assistere alla presentazione del libro “Un caffè in libreria… per dialogare – e per viaggiare – con Gianfranco Perri. Brindisi anni ’50 e ’60, frammenti della città che non c’è più”, firmato da Anna Consales e, appunto, Gianfranco Perri all’interno della Sala “Gino Strada” di Palazzo Granafei-Nervegna non ha rappresentato un classico momento di celebrazione letteraria, ma bensì un ritorno alle Brindisi che è stata.
La partecipazione attenta e coinvolta, di personalità e rappresentanti illustri di una città che nel corso di una serie di confronti è stata riconosciuta con fermezza talmente bella da essere accecata dalla sua avvenenza, è il segno evidente di quanto Brindisi senta il bisogno di ritrovare e rileggere le proprie radici. Non si è trattato soltanto della presentazione di un libro, ma di un vero e proprio momento di restituzione collettiva, in cui memoria, identità e prospettiva futura si sono intrecciate in modo naturale.
Accanto agli autori, è intervenuto, per i saluti istituzionali, il Sindaco di Brindisi Giuseppe Marchionna mentre Ilaria Greco scrittrice e Francesco Romano archeologo e divulgatore culturale, specializzato nella didattica museale, hanno dato voce ad alcuni passaggi del testo con letture sapientemente selezionate dal libro. Tra i commentatori, chiamati da Anna Consales sul palco Mimmo Consales giornalista ed ex sindaco, Antonio Caputo della Società di Storia Patria per la Puglia, Raffaella Argentieri della Fondazione “Di Giulio”, Roberto Romeo della Fondazione Nuovo Teatro Verdi e lo scrittore Marco Greco.
Gli interventi istituzionali e culturali hanno richiamato, pur nella loro sintesi, alcuni concetti chiave: la necessità di recuperare un rapporto più consapevole con la città, il valore della memoria come strumento di crescita e l’urgenza di costruire opportunità per le nuove generazioni partendo proprio dalla conoscenza del passato.
Ma il cuore dell’incontro è stato senza dubbio il libro e, soprattutto, il dialogo tra i suoi autori. L’opera nasce infatti da una lunga conversazione, da un’intervista che si sviluppa con profondità e naturalezza, trasformandosi in un racconto capace di restituire atmosfere, abitudini, linguaggi e sentimenti della Brindisi degli anni ’50 e ’60.
In questo lavoro emerge con forza la figura di Gianfranco Perri, protagonista di una vita intensa e articolata: ingegnere, docente universitario, progettista internazionale e, al tempo stesso, appassionato studioso della storia della propria città. La sua narrazione non è mai distaccata o puramente accademica; al contrario, è intrisa di vissuto, di memoria personale, di osservazione diretta. È lo sguardo di chi ha attraversato il mondo senza mai recidere il filo con le proprie origini, mantenendo un legame vivo, quasi viscerale, con Brindisi.
Ed è proprio qui che si inserisce, con straordinaria efficacia, il lavoro di Anna Consales. La sua conduzione dell’intervista rappresenta uno degli elementi più riusciti dell’intero progetto. Consales dimostra una sensibilità giornalistica acuta, capace di cogliere sfumature, di soffermarsi sui dettagli significativi e di trasformare un semplice dialogo in uno strumento di indagine profonda.
La sua brillantezza emersa nella conduzione della presentazione ha evidenziato la capacità di guidare il racconto, orientarlo e arricchirlo, riuscendo a far emergere da Perri non solo i fatti, ma anche le emozioni, le percezioni, i non detti. Ed il libro è stato proprio il risultato di un dialogo, anche a distanza, in cui ogni risposta è diventata il tassello di un mosaico più ampio.
Alla sola presentazione l’idea che pare farsi del libro è quello che il contenuto sia molto più di una semplice testimonianza storica. Diventa un viaggio immersivo nella quotidianità di mezzo secolo fa: nei ritmi della vita cittadina, nei luoghi simbolo, nei rapporti umani, nelle trasformazioni sociali. Il lettore viene proiettato quasi a “vivere” quella Brindisi, percependone i cambiamenti e le continuità.
È proprio questa la forza dell’opera: la capacità di parlare sia a chi quella città l’ha conosciuta, sia a chi non l’ha mai vissuta. Ai primi offre un’occasione di riconoscimento e memoria; ai secondi, uno strumento per comprendere da dove nasce l’identità attuale del territorio.
Il libro assume quindi un valore che va oltre la dimensione letteraria. Si configura come un atto culturale e civile, un invito a riappropriarsi della propria storia per guardare con maggiore consapevolezza al futuro. In un tempo in cui spesso prevale una narrazione critica e disincantata della realtà urbana, opere come questa contribuiscono a ristabilire equilibrio, restituendo dignità e profondità al racconto di una comunità.
“Un caffè in libreria…” è, in definitiva, molto più di un titolo evocativo: è uno spazio simbolico di incontro, un luogo ideale in cui dialogo e memoria si intrecciano. E in questo spazio, grazie alla sinergia tra Anna Consales e Gianfranco Perri, prende forma un racconto capace di restituire valore al passato e, allo stesso tempo, di suggerire nuove chiavi di lettura per il presente e il futuro della città.

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