Brindisi, autisti senza patentino e costi record per le ambulanze private, la Cisl FP critica la gestione della Asl
Autisti di ambulanza assunti senza il necessario patentino, poi distolti dal servizio operativo e destinati ad attività d’ufficio o persino alla portineria. È la denuncia della Cisl Funzione Pubblica, che punta il dito contro la gestione delle risorse umane della Asl di Brindisi, definendo la situazione «non più tollerabile» e potenzialmente pericolosa per utenti e operatori sanitari.
In una lettera indirizzata alla direzione strategica, il sindacato descrive una distribuzione del personale giudicata disorganica e squilibrata sull’intero territorio provinciale. Il caso più emblematico riguarderebbe Mesagne, dove – secondo la Cisl – il numero degli autisti in servizio sarebbe superiore a quello disponibile per l’intero autoparco del presidio ospedaliero “Perrino” di Brindisi e addirittura triplo rispetto ad altri distretti e dipartimenti aziendali.
Le maggiori criticità si registrerebbero nei trasporti sanitari secondari, spesso destinati a pazienti fragili o in condizioni cliniche complesse. Attualmente, spiega il sindacato, i 14 autisti disponibili sull’intera provincia sarebbero così distribuiti: cinque all’ospedale di Ostuni, uno a Francavilla Fontana e otto al Perrino. Una dotazione ritenuta insufficiente e tale da «esporre pazienti e operatori a rischi inaccettabili».
Alla carenza di personale operativo si affiancherebbe un aggravio economico significativo. Dal 2023 a oggi, secondo i dati esaminati dalla Cisl, la Asl di Brindisi avrebbe speso oltre mezzo milione di euro per il noleggio di ambulanze private, nonostante la presenza di autisti assunti proprio per garantire questo tipo di servizio, inclusi i trasporti sensibili di sangue, emoderivati e campioni biologici. In alcuni casi, un singolo trasporto esternalizzato avrebbe raggiunto costi superiori ai 1.500 euro.
Dal confronto tra organico previsto e impieghi effettivi emergerebbero ulteriori anomalie: dei 42 conducenti destinati alle navette aziendali, almeno tre lavorerebbero stabilmente negli uffici, uno sarebbe assegnato alla portineria, mentre altri risultano in aspettativa. Cinque o sei autisti, inoltre, sarebbero privi del patentino Adr necessario per il trasporto di merci pericolose. A ciò si sommano le assenze fisiologiche legate a congedi parentali, permessi ex legge 104 e altri istituti di tutela, che in assenza di un’adeguata programmazione finiscono per appesantire ulteriormente il sistema.
Sulla vicenda è intervenuto il direttore generale della Asl, Maurizio De Nuccio, che ha chiesto agli uffici competenti una relazione dettagliata sulle criticità segnalate e ha annunciato «misure severe» qualora dalle verifiche dovessero emergere responsabilità individuali o irregolarità nella gestione del personale.
Nel frattempo, l’azienda sanitaria ha avviato un dossier interno per chiarire se la carenza di autisti e le difficoltà nei trasporti sanitari provinciali siano il risultato di scelte organizzative errate, di una cattiva gestione o di una mancata pianificazione. La Cisl chiede interventi immediati per riportare il personale al proprio ruolo e per evitare ulteriori sprechi di risorse pubbliche, mentre la vicenda continua ad alimentare il dibattito sul funzionamento della sanità brindisina.