Brindisi, crolla un muro in via Boldini 15: ferito un 47enne padre di 5 figli di cui la più piccola 3 anni. La denuncia della famiglia
Tragedia sfiorata questa mattina in via Boldini 15, nel quartiere Sant’Elia di Brindisi, dove il crollo improvviso di una parete interna ha travolto un uomo di 47 anni all’interno del suo appartamento in una palazzina popolare. L’uomo è stato soccorso dagli operatori del 118 e trasportato al Pronto soccorso dell’Ospedale Perrino per accertamenti.
Secondo una prima ricostruzione, il cedimento si sarebbe verificato improvvisamente nel soggiorno dell’abitazione. In casa, al momento dei fatti, c’era anche la moglie. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l’appartamento, mentre i tecnici dovranno ora accertare le cause del crollo. Non si esclude che possano aver inciso precedenti problemi strutturali già segnalati.
Il racconto della moglie: “Il muro gli è crollato addosso”
A raccontare quei drammatici istanti è Carmela Ferrarese, moglie dell’uomo ferito:
“Ero in bagno a pulire quando ho sentito mio marito urlare e chiedermi aiuto. Gridava disperato: ‘Aiutami, aiutami’. Quando l’ho raggiunto,
ho visto che il muro del soggiorno gli era letteralmente crollato addosso. L’ho aiutato come potevo: era stato colpito alla testa e a un braccio, aveva diverse escoriazioni sul corpo. Sono arrivati i vigili del fuoco e abbiamo chiesto l’intervento dell’ambulanza, che ha disposto il trasporto in ospedale per controlli approfonditi alla testa e all’addome”.
La famiglia, composta da sette persone – i genitori e cinque figli di età compresa tra i 3 e i 23 anni – vive da anni nell’alloggio popolare. E quello di oggi, spiegano, non sarebbe il primo episodio.
“Questa situazione va avanti da settembre 2025. Tutto è iniziato con il crollo dell’intonaco dal soffitto della stanzetta, fortunatamente in un momento in cui non c’era nessuno dentro. La camera è stata dichiarata inagibile e sigillata. Successivamente anche il balcone ha avuto cedimenti ed è stato vietato l’utilizzo. L’appartamento è piccolo e viviamo in sette: con bambini così piccoli, soprattutto la più piccola che ha tre anni, è molto pericoloso continuare a stare qui”.
Le richieste rimaste senza risposta
Secondo quanto riferito, una parte dell’abitazione era già stata interdetta in seguito al precedente crollo del solaio. La famiglia, tramite il proprio legale, aveva chiesto all’amministrazione comunale un alloggio alternativo, segnalando le criticità strutturali dell’immobile.
L’episodio riaccende i riflettori sulle condizioni di alcune palazzine popolari del quartiere Sant’Elia, dove – stando alle testimonianze dei residenti – non sarebbero mancati in passato altri cedimenti.
Ora si attendono gli esiti delle verifiche tecniche per chiarire le cause del crollo e accertare eventuali responsabilità. Resta lo spavento di una famiglia che, ancora una volta, si è trovata a fare i conti con il rischio concreto di una tragedia annunciata