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Cure domiciliari a Brindisi, Confcooperative Sanità Puglia alla Regione: “Ritirare la gara e procedere con l’accreditamento degli erogatori”

Cure domiciliari a Brindisi, Confcooperative Sanità Puglia alla Regione: “Ritirare la gara e procedere con l’accreditamento degli erogatori”

Comunicato Stampa a firma di Raffele Pio de Nittis, Presidente di Confcooperative Puglia sulle cure domiciliari a Brindisi. Di seguito il testo:
‘Confcooperative Sanità Puglia chiede al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e all’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, di intervenire con urgenza sulla procedura di gara indetta dalla ASL di Brindisi per l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare, sollecitando l’immediato ritiro del bando e l’adozione del regolamento regionale per l’accreditamento degli erogatori di cure domiciliari integrate e palliative.
Il nodo centrale non riguarda la singola gara né le proroghe tecniche adottate dall’Azienda Sanitaria, peraltro da considerare ai limiti della legalità, ma la mancata approvazione, da oltre due anni, del regolamento regionale previsto dalla normativa nazionale e dall’Intesa Stato-Regioni del 4 agosto 2021 in materia di autorizzazione e accreditamento delle cure domiciliari.
L’Intesa Stato-Regioni ha infatti definito i requisiti minimi per l’autorizzazione all’esercizio e quelli ulteriori per l’accreditamento delle cure domiciliari, in attuazione dell’articolo 1, comma 406, della legge 178/2020. L’assenza di questo quadro regolatorio costringe le ASL pugliesi a muoversi dentro soluzioni provvisorie e frammentate. Alcune Aziende Sanitarie proseguono attraverso proroghe di fatto, mentre la ASL di Brindisi ha scelto l’incomprensibile strada di una proroga tecnica e di una nuova procedura di gara.
Alla luce di queste considerazioni, Confcooperative Sanità Puglia chiede alla Regione di superare definitivamente la logica della gara d’appalto per l’assistenza domiciliare e di procedere, come già avvenuto in altre Regioni, verso un sistema fondato sull’autorizzazione all’esercizio, sull’accreditamento istituzionale degli erogatori e sugli accordi contrattuali.
Il modello dell’accreditamento consentirebbe di costruire un sistema più equo, regolato e trasparente, nel quale i cittadini possano esercitare la libera scelta dell’erogatore tra soggetti qualificati, autorizzati e accreditati. “Dopo oltre due anni di interlocuzioni senza esiti concreti — evidenzia Confcooperative Sanità Puglia — non servono nuovi tavoli preliminari, ma una decisione regolatoria chiara. La Regione Puglia deve dotarsi senza ulteriore indugio del regolamento per l’accreditamento degli erogatori di cure domiciliari. Solo questo passaggio può creare le condizioni per il ritiro, in autotutela, della gara attualmente in corso nella provincia di Brindisi e per l’avvio di un nuovo sistema conforme alla normativa nazionale”.
È inoltre sensato evitare che le criticità vengano impropriamente ricondotte alla sola ASL di Brindisi o al singolo bando. Il problema, infatti, ha natura regionale e riguarda l’intero sistema pugliese delle cure domiciliari, oggi privo di un assetto stabile e omogeneo.
“L’assistenza domiciliare — conclude Confcooperative Sanità Puglia — è un servizio essenziale per le persone fragili, anziane, non autosufficienti e per le loro famiglie. Proprio per questo non può restare sospesa in una condizione di incertezza amministrativa. Serve un sistema fondato su regole chiare, qualità verificabile, pari condizioni per gli erogatori e libertà di scelta per i cittadini. È questa la strada per garantire cure domiciliari più giuste, trasparenti e realmente orientate ai bisogni delle persone”’

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