Dal Qatar alle Sciabiche. Cosa lega l’ex emiro Hamad bin Khalifa Al Thani, morto ieri 12 luglio, alla città di Brindisi?
La morte di Hamad bin Khalifa Al Thani, ex emiro del Qatar, scomparso domenica all’età di 74 anni, ha riportato alla memoria una storia che a Brindisi molti ricordano ancora oggi. Una vicenda che non ha a che fare con la politica internazionale, con gli investimenti miliardari o con il ruolo che il Qatar ha assunto nello scenario mondiale, ma con un gesto di semplice umanità compiuto da una donna brindisina oltre vent’anni fa.
Cosa lega, infatti, uno degli uomini più potenti del Medio Oriente a una modesta abitazione del quartiere Sciabiche?
Per rispondere bisogna tornare all’estate del 1997.
In quegli anni Hamad bin Khalifa Al Thani era già emiro del Qatar, carica assunta nel 1995 dopo aver deposto il padre con un colpo di Stato incruento. Pur essendo già alla guida del piccolo emirato del Golfo, la sua figura non aveva ancora raggiunto quella notorietà internazionale che avrebbe conquistato negli anni successivi, trasformandolo in uno dei protagonisti della geopolitica mondiale.
Durante un soggiorno nel Salento, passeggiando sul lungomare di Brindisi, nel quartiere Sciabiche, si trovò in una situazione tanto banale quanto imprevista: aveva urgente bisogno di un bagno. Erano le ore della controra e bar e ristoranti erano chiusi.
Ad accorgersi della sua difficoltà fu Teresa Borsetti, allora 68enne e madre di dieci figli.
Senza sapere chi fosse quell’uomo, gli rivolse una semplice domanda: «Ha bisogno di qualcosa?».
Poi gli aprì la porta della propria casa permettendogli di utilizzare il bagno.
Un gesto spontaneo, dettato esclusivamente dal desiderio di aiutare una persona in difficoltà.
Prima di andare via, l’emiro le promise che un giorno sarebbe tornato a trovarla.
Una frase che Teresa, probabilmente, interpretò come una semplice forma di cortesia.
Invece, ventuno anni dopo, quella promessa fu mantenuta.
Nell’agosto del 2018 il superyacht Katara, lungo oltre 120 metri, attraccò nel porto di Brindisi. Gli uomini della sicurezza iniziarono a cercare quella donna che tanti anni prima gli aveva aperto la porta di casa, bussando tra le abitazioni delle Sciabiche fino a ritrovarla.
Teresa aveva ormai 89 anni, era bisnonna e viveva ancora nella stessa casa.
L’incontro avvenne nel salotto dell’abitazione, insieme ai dieci figli, ai nipoti e ai pronipoti. Sul tavolo non mancavano il caffè e i purcidduzzi, simbolo dell’ospitalità brindisina.
L’emiro le strinse la mano e le confidò di non aver mai dimenticato quel gesto ricevuto quando, per lei, era soltanto uno sconosciuto. Prima di
ripartire lasciò un dono, rimasto sempre riservato, e regalò all’intera famiglia i biglietti aerei per visitare il Qatar.
Quella visita racconta anche molto dell’uomo che Hamad bin Khalifa Al Thani è stato.
Durante il suo regno, dal 1995 al 2013, il Qatar è passato dall’essere un piccolo Stato del Golfo a una delle economie più influenti del pianeta grazie allo sfruttamento del gas naturale liquefatto e a una strategia di investimenti senza precedenti. Sotto la sua guida nacque Al Jazeera, Doha divenne un centro della diplomazia internazionale, il fondo sovrano qatariota investì in banche, immobili, moda e sport in Europa e il Paese conquistò l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2022. Nel 2013 Al Thani sorprese il mondo scegliendo di abdicare volontariamente in favore del figlio Tamim, una decisione assai rara tra le monarchie del Golfo.
Al di là del peso politico della sua figura, però, a Brindisi il suo nome continua a essere ricordato soprattutto per quella promessa mantenuta.
È una storia che racconta anche il volto migliore della città.
Brindisi è da sempre una terra di approdo. La sua storia è intrecciata con quella del mare, dei viaggiatori, dei pellegrini, dei militari, dei migranti e di quanti, nel corso dei secoli, hanno trovato nel porto brindisino un punto di arrivo o di ripartenza. Da questa storia è nata una cultura dell’accoglienza che non si misura soltanto nei grandi eventi, ma soprattutto nei piccoli gesti quotidiani.
L’episodio di Teresa Borsetti ne è forse uno degli esempi più autentici. Non c’erano telecamere, né fotografie, né l’idea di ricevere qualcosa in cambio. C’era semplicemente una donna che, vedendo una persona in difficoltà, fece quello che riteneva naturale: aprire la porta di casa e offrire aiuto.
Un gesto semplice, ma capace di attraversare il tempo fino a rimanere impresso nella memoria di uno degli uomini più influenti del mondo.
Ed è forse proprio questo il legame più significativo tra Hamad bin Khalifa Al Thani e Brindisi: non il lusso del suo yacht, né il prestigio della sua carica, ma il ricordo di un’accoglienza sincera che racconta una delle qualità più profonde della comunità brindisina, quella di tendere la mano senza chiedere chi si abbia davanti.