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Diritto alla mensa e buoni pasto per i dipendenti Asl Brindisi iscritti al sindacato sanitario FIALS: “Ulteriore vittoria legale!!!”

Diritto alla mensa e buoni pasto per i dipendenti Asl Brindisi iscritti al sindacato sanitario FIALS: “Ulteriore vittoria legale!!!”

Comunicato stampa a firma del sindacato FIALS sull’ottenimento, rispetto alla lotta intrapresa dallo stesso sindacato, di buoni pasto sostitutivi per i propri iscritti all’Asl di Brindisi.
La FIALS ottiene una nuova vittoria legale: il Giudice ha riconosciuto il diritto alla mensa ed al buono pasto sostitutivo per i dipendenti iscritti FIALS dell’ASL di Brindisi, sancendo in modo chiaro ciò che per anni è stato ingiustamente negato ai dipendenti dei vari presidi differentemente da quanto garantito ai dipendenti dell’Ospedale “Perrino”.
Si tratta di un risultato concreto, tangibile e inequivocabile, frutto di una battaglia sindacale portata avanti con determinazione, competenza e coerenza.
La FIALS è stata il sindacato che, dopo la vittoria ottenuta per i festivi infrasettimanali che ha portato al riconoscimento del diritto a tutti i dipendenti dell’Asl di Brindisi, ha intrapreso in maniera convinta questa nuova azione legale per giungere fino in fondo al riconoscimento del diritto alla mensa per tutti i dipendenti dell’Asl Brindisi, senza compromessi.
La FIALS si è spesa in tutte le sedi, anche regionali, affinché nell’Asl Brindisi al pari di altre ASL pugliesi (vedasi Asl Bari, Policlinico di Bari e Asl Foggia), venissero applicate in maniera uniforme le disposizioni contrattuali del diritto alla mensa anche a mezzo dell’erogazione dei buoni pasto sostitutivi. Ma ad oggi tali tentativi sono rimasti inascoltati e nessuna soluzione è mai stata prospettata né dall’Asl Brindisi né tantomeno dalla Regione. Non è accettabile che esistano lavoratori di serie A e di serie B all’interno dello stesso sistema sanitario regionale.
Con i ricorsi avviati la FIALS ha chiesto di accertare e dichiarare il diritto dei ricorrenti ad usufruire della mensa di servizio o all’erogazione di detto servizio anche attraverso modalità sostitutive per ogni giorno di effettiva presenza in servizio per più di 6 ore ed al risarcimento del danno da mancata fruizione della mensa
La sentenza dunque, in linea con quanto richiesto, ha confermato il principio fondamentale: i diritti non si elemosinano, si rivendicano e si conquistano. Il diritto alla mensa o al buono pasto sostitutivo non è un privilegio o una concessione ma un DIRITTO e come tale deve essere garantito e tutelato, soprattutto per chi ogni giorno garantisce servizi essenziali alla collettività.
La FIALS ribadisce con forza che non arretrerà di un passo nella difesa dei lavoratori e vigilerà affinché quanto stabilito venga applicato integralmente e senza ritardi dall’Azienda.
Questa vittoria dimostra ancora una volta che scegliere la FIALS significa scegliere un sindacato che agisce, combatte e ottiene risultati.
La FIALS c’è. La FIALS lotta. La FIALS vince.
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IALS: “Basta disparità sul diritto alla mensa nella sanità pugliese”
Nel corso dell’audizione odierna davanti alle Commissioni consiliari congiunte I e III, la FIALS, con il segretario generale Giuseppe Carbone, ha denunciato con forza le profonde disparità nel riconoscimento del diritto alla mensa per i lavoratori del Servizio Sanitario Regionale pugliese.
Il Contratto collettivo nazionale stabilisce il diritto alla mensa o al buono pasto dopo sei ore di lavoro. In Puglia, però, l’applicazione è a macchia di leopardo: alcune aziende sanitarie, come la ASL Bari e il Policlinico di Bari, garantiscono il diritto con il buono pasto; altri enti, come gli IRCCS di Bari e Castellana Grotte, dispongono di mense aziendali. Altre strutture, come le ASL di Lecce e Taranto, non hanno ancora regolamentato il servizio, negando di fatto il diritto ai lavoratori.
Emblematica la situazione della ASL di Brindisi: la mensa è garantita solo ai dipendenti dell’ospedale Perrino, mentre oltre duemila operatori degli altri presidi provinciali ne sono esclusi da oltre 25 anni. Anche le recenti estensioni dei contratti di ristorazione per pazienti e degenti non hanno comportato alcun beneficio per il personale escluso, creando una discriminazione ingiustificabile.
“Non possono esistere operatori di serie A e di serie B nello stesso sistema sanitario – sottolinea Carbone –. Chiediamo alla Regione Puglia un impegno concreto e immediato per tutelare i nostri iscritti e tutti i lavoratori penalizzati. Serve uniformare il trattamento in tutte le aziende sanitarie e rispettare pienamente il contratto nazionale”.
Per la FIALS, questa non è solo una questione tecnica, ma riguarda la dignità di migliaia di operatori sanitari che ogni giorno assicurano servizi essenziali ai cittadini. La richiesta è chiara: una decisione politica urgente e definitiva, che metta fine a una disparità storica e ristabilisca equità tra tutti i lavoratori della sanità pugliese.

 

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