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“PRI non rivendica alcun merito per la prossima firma del Contratto Istituzionale di Sviluppo!”

“PRI non rivendica alcun merito per la prossima firma del Contratto Istituzionale di Sviluppo!”

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Segretario cittadino del Pri Vito Birgitta e del Capogruppo consiliare Gabriele Antonino relativo al Contratto Istituzionale di Sviluppo

 

Una doverosa premessa: il PRI non rivendica alcun merito per la prossima firma del Contratto Istituzionale di Sviluppo! In questi giorni, infatti, è partita la corsa a rivendicare la primogenitura del CIS. Noi non rientriamo tra i partecipanti a questa assurda competizione. Intendiamoci: siamo assolutamente soddisfatti per lo stanziamento di 52 milioni di euro da utilizzare per la riqualificazione dell’ex Collegio Tommaseo, per il recupero e la valorizzazione turistica dell’isola di Sant’Andrea, per l’installazione di strutture idonee a difendere la nostra costa dai fenomeni di erosione consentendo il ripascimento naturale delle spiagge. Non siamo mai stati delle Cassandre ed abbiamo sempre gioito per l’ottenimento di risorse idonee a rendere più bella e fruibile la nostra città. E riteniamo che questo risultato vada attribuito esclusivamente alla Amministrazione Comunale in carica ed alla rappresentanza parlamentare del nostro territorio. Dato a Cesare quel che è di Cesare riteniamo, però, che la vera sfida sia quella di rendere oltre che bella anche attrattiva la nostra città per coloro che vogliano effettuarvi investimenti produttivi. E tanto anche nel settore del turismo. Si tratta, allora, di dotarsi di strumenti idonei, a partire dal Piano Urbanistico Generale, per favorire e rendere possibile questi investimenti. E su questo versante non possiamo dichiararci soddisfatti se l’ipotesi di consentire la realizzazione di strutture ricettive sulla nostra costa continua ad essere considerata una “amenità”. Oltre a prendersi meriti, infatti, bisogna anche saper dare risposta ai bisogni e quello principale di Brindisi è ravvisabile nella urgenza di offrire possibilità occupazionali ai tanti giovani che sempre più spesso si vedono costretti a costruire altrove il loro progetto di vita. Intendiamoci: non si tratta di dire si a prescindere a qualsiasi investimento capace di generare occupazione. Tanto più che questo metro di giudizio è sempre aleatorio. Ma di costruire una idea di città che sappia dare risposte alle tante emergenze occupazionali che già ci sono e prevenire quelle che si verificheranno con il processo di decarbonizzazione. Sotto questo punto di vista la prossima firma del Contratto Istituzionale di Sviluppo va considerato il primo tassello di un nuovo modello di sviluppo che vogliamo concorrere a ipotizzare.

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Redazione

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