Seleziona Pagina

Sanità, Facecchia (UIL FP): “Proclamazione dello STATO DI AGITAZIONE di tutto il personale del Comparto e della Dirigenza Medica della ASL Brindisi. Richiesta attivazione procedure di raffreddamento (ex L. 146/90 e s.m.i.)”

Sanità, Facecchia (UIL FP): “Proclamazione dello STATO DI AGITAZIONE di tutto il personale del Comparto e della Dirigenza Medica della ASL Brindisi. Richiesta attivazione procedure di raffreddamento (ex L. 146/90 e s.m.i.)”

Comunicato Stampa/Lettera al prefetto a firma del Segretario Generale UIL FP BRINDISI Gianluca Facecchia. Di seguito il testo:
“La misura è colma. La Segreteria Territoriale UIL FP Brindisi dichiara formalmente l’apertura dello stato di agitazione di tutto il personale del Comparto, della Dirigenza Medica e del personale di supporto (Sanitaservice) afferente alla ASL Brindisi. Mentre i vertici aziendali e la politica regionale giocano a scacchi con le nomine, lasciando la ASL in un inaccettabile vuoto di potere – senza Commissario e con un Direttore Generale in prorogazio dai poteri fantasma – nelle corsie, nei distretti e nei servizi territoriali si consuma un vero e proprio dramma lavorativo e assistenziale. Il cuore di questa vertenza è inequivocabile: l’emergenza drammatica e non più sostenibile della carenza di organico. Stiamo assistendo al collasso di un sistema tenuto in piedi esclusivamente dallo spirito di sacrificio di medici, infermieri, OSS, tecnici e personale di Sanitaservice, ormai allo stremo delle forze. Questa paralisi amministrativa sta condannando chi lavora in trincea a condizioni inaccettabili. Denunciamo con forza l’emorragia del personale sanitario e il blocco totale delle assunzioni.
I reparti sono letteralmente sguarniti e l’impossibilità di sostituire i lavoratori in lunga assenza costringe i pochi operatori rimasti a turni massacranti, continui salti di riposo e a un rischio clinico altissimo. Come se non bastasse, a infierire ulteriormente sul personale del comparto si aggiunge l’errata e inaccettabile comunicazione della Regione Puglia tesa a bloccare persino le procedure di ricongiungimento familiare previste dall’Art. 42 del D.lgs. 151/2001, calpestando un diritto sacrosanto sancito dalla legge e accanendosi contro lavoratrici e lavoratori che vivono delicate situazioni di fragilità familiare.
A questo si aggiunge l’allarmante collasso del personale di supporto della società in house Sanitaservice. La paralisi delle assunzioni per sostituzione sta mettendo in ginocchio l’intera logistica ospedaliera: senza ausiliari, addetti alle pulizie e alla logistica, vengono a mancare i requisiti base di igiene e sicurezza delle strutture sanitarie. Il personale di supporto non è personale di serie B, e senza di loro l’ospedale semplicemente si ferma.La situazione è altrettanto critica nelle singole strutture. Presso il centro di Riabilitazione ‘ex San Raffaele’, la carenza di organico medico ha raggiunto un livello tale da far decadere i requisiti minimi per l’accreditamento, un depauperamento gravissimo che mette a rischio prestazioni e posti di lavoro.
A questo si unisce il dramma delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), con particolare riferimento alla struttura di Ostuni: un presidio fondamentale per il territorio per il quale si prospetta un futuro nel buio. L’assenza totale di risposte e di programmazione abbandona i lavoratori nell’incertezza e i pazienti più fragili in un limbo gestionale inaccettabile, mettendo a repentaglio la continuità assistenziale. Non possiamo inoltre tacere sul gravissimo rischio di interruzione dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI): il mancato rinnovo tempestivo delle proroghe rischia di bloccare un servizio salvavita per pazienti allettati e vulnerabili, confermando l’incapacità dell’attuale assetto di garantire i Livelli Essenziali di Assistenza. A fare da cornice a questo disastro vi sono reti territoriali allo sbando, con distretti privi di riferimenti e di personale, e l’emergenza delle liste d’attesa. La programmazione per l’abbattimento di queste ultime è totalmente ferma, in palese violazione delle recenti disposizioni regionali, negando di fatto il diritto di cura ai cittadini brindisini.
A fronte di questa drammatica paralisi amministrativa e gestionale, si registra inoltre l’azzeramento delle relazioni sindacali, con la totale chiusura del confronto su dinamiche contrattuali e fondi. La UIL FP Brindisi non farà un passo indietro. Non siamo disposti ad assistere in silenzio al logoramento psico-fisico dei nostri iscritti e di tutti i lavoratori della ASL. I buchi di bilancio e le incertezze della burocrazia non si ripianano sulla pelle di chi lavora nei reparti e di chi ha bisogno di cure. Con la presente, ai sensi della Legge 146/90, la UIL FP CHIEDE a S.E. il Prefetto di Brindisi l’immediata convocazione delle parti per il tentativo preventivo di conciliazione. Qualora non dovessero arrivare risposte immediate con lo sblocco totale delle assunzioni e delle sostituzioni, e la risoluzione delle criticità dell’ex San Raffaele, delle RSA, del servizio ADI e dei diritti legati al ricongiungimento familiare, la UIL FP metterà in campo ogni azione di lotta consentita dalla legge, fino alla proclamazione dello sciopero generale. Distinti saluti.”

 

Circa l'autore