Si faccia chiarezza sulla morte del vigilante brindisino Pietro Zantonini avvenuta nel cantiere Olimpico di Cortina, disposta l’autopsia dopo la denuncia della famiglia

Si faccia chiarezza sulla morte del vigilante brindisino Pietro Zantonini avvenuta nel cantiere Olimpico di Cortina, disposta l’autopsia dopo la denuncia della famiglia

Brindisi piange il suo concittadino Pietro Zantonini, 55enne impegnato in un servizio di vigilanza notturno presso il cantiere del palazzo del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, nell’ambito dei lavori per i giochi olimpici invernali di Milano – Cortina 2026. L’uomo è morto giovedì 8 gennaio mentre stava svolgendo un lavoro notturno all’aperto in condizioni di freddo estremo, sarebbe quest’ultima situazione ad aver portato alla morte il malcapitato. Nel particolare il Vigilentes si occupava di controlli di sicurezza nel cantiere dello stadio del ghiaccio: lavorava in un gabbiotto riscaldato da una stufetta e dal quale usciva ogni due ore, per la ricognizione. Quando ha avvertito il malore che gli è poi stato fatale ha allertato i soccorsi richiamando telefonicamente l’attenzione dei suoi colleghi ma quando è arrivato il 118, non c’era più nulla da fare.
Pietro, comunque, avrebbe infatti più volte lamentato la situazione del lavoro al freddo ai familiari, manifestando preoccupazione sulla propria salute legata ai turni notturni particolarmente lunghi in assenza di tutele. Sull’accaduto, proprio la famiglia, vuole vederci chiaro e ha incaricato l’avvocato Francesco Dragone del Foro di Lecce di rappresentarli legalmente ora che la Procura della Repubblica di Belluno ha aperto un’inchiesta sulla morte del 55enne brindisino . Intanto l’autorità giudiziaria, ha disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’autopsia medico-legale dopo la denuncia presentata dai familiari di Zantonini, al fine di accertare con precisione le cause del decesso e le circostanze in cui è avvenuto.

 

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