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A Brindisi il progetto “Ri-connessioni”, il cinema per curare le fragilità educative

A Brindisi il progetto “Ri-connessioni”, il cinema per curare le fragilità educative

La povertà educativa è uno dei grandi drammi del nostro tempo, una questione strisciante che incide sensibilmente sulla capacità di ciascun bambino e ragazzo di scoprirsi e di coltivare le proprie inclinazioni e il proprio talento. Troppi sono i ragazzi che, nel nostro Paese, non godono di adeguate opportunità educative e dei luoghi dove svolgere attività artistiche, culturali e ricreative che potrebbero di fatto consentire loro di maturare competenze e di costruirsi un futuro
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna importanti risorse ai giovani, sia attraverso iniziative mirate, sia mediante interventi di più ampio respiro. I nuovi obiettivi riguardano aspetti centrali come la riduzione degli studenti poco impegnati e la riduzione degli abbandoni scolastici precoci: un banco di prova ambizioso per una realtà come la nostra che si caratterizza per l’alta quota di studenti con basse competenze.
In questo quadro si inserisce “Ri-connessioni”, la proposta dell’Associazione culturale e artistica SMTM APS, in partenariato con il Comune di Brindisi, l’Istituto Comprensivo Cappuccini di Brindisi, il Consorzio Nazionale CGM, l’ente di istruzione per l’artigianato e le PMI e la cooperativa sociale Onlus Eridano. Il progetto è finanziato dall’Unione Europea NextGenerationEU Pnrr M5C3 – Investimento 1.3 – Interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa rivolto a 150 minori tra 11 e 17 anni della provincia di Brindisi e con il compito di implementare azioni di contrasto alla dispersione scolastica e di ampliare l’offerta formativa per minori tra gli 11 e i 17 anni, att nel Mezzogiorno a sostegno del terzo settore.
Si tratta di un progetto socio-raverso attività laboratoriali ed esperienziali gratuite sulla didattica dell’audiovisivo. Il percorso, così come programmato, integra l’attivazione di un laboratorio di cinema – articolato in cinque moduli di 20 ore ciascuno – che considera diverse discipline, dalla recitazione alla sceneggiatura, dalle tecniche di ripresa alla scenografia, fino all’analisi dei film. Il modulo è finalizzato alla produzione di un cortometraggio digitale. A questa attività si aggiungono due laboratori, sullo studio e successo formativo e sulle professioni audio-video-tech.
Il primo laboratorio aiuta ogni studente partecipante a riconoscere e valutare le proprie capacità cognitive, emozionali e di controllo, e ad elaborare il proprio metodo di studio agendo sulla soddisfazione personale e sull’atteggiamento positivo nei confronti della scuola; il secondo mira alla conoscenza e all’orientamento professionale nell’ambito dei mestieri e delle professioni del settore cinematografico e delle scelte in merito alle scuole superiori.
Il progetto prevede, inoltre, uno sportello di sostegno psicologico e la formazione di genitori ed insegnanti, quale presidio sussidiario e motivazionale nel rapporto dei ragazzi con il mondo delle professioni d’arte. La proposta realizza in concreto un percorso di avvicinamento a nuove professioni e a nuovi saperi tecnologici e digitali, al rafforzamento del concetto per cui i mestieri non sono esclusivamente quelli legati alla tradizione, ma anche quelli legati all’arte ed alla cultura, alla tecnologia e all’hi-tech, senza tuttavia perdere di vista la esigenza di promuovere azioni in grado di favorire lo sviluppo cognitivo, relazionale ed emozionale degli studenti.
In definitiva, le azioni di progetto intendono costruire un’immagine della “scuola” come luogo di promozione dei talenti e officina creativa, grazie a un “dentro e fuori” che realizzi un percorso trasversale alle varie dimensioni dei minori, che includa la famiglia e gli insegnanti e che punti al rafforzamento della socialità e delle competenze tecniche dei beneficiari.
Non a caso, il progetto integra uno degli obiettivi qualificanti del Pnrr, quello di potenziare comunità educanti in asse tra scuola, associazioni culturali e operatori del terzo settore: e se il Piano prova a scongiurare distribuzioni a pioggia, sprechi ed eccessi burocratici, nel suo svolgimento programmatico, “Ri-connessioni” si presenta come una efficace “messa a terra” liberando azioni in grado di ricucire le maglie fragili del tessuto sociale, agendo anche da misuratore del disagio e degli effetti prodotti dall’attuazione del progetto.
Ogni informazione può essere richiesta alla e mail riconnessioniprogetto@gmail.com.

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