Fatale intervento di chirurgia bariatrica, aperta una inchiesta sulla morte del noto professionista di Brindisi

Fatale intervento di chirurgia bariatrica, aperta una inchiesta sulla morte del noto professionista di Brindisi

La morte di Armando Calizzi, noto commercialista brindisino di 49 anni è giunta inaspettata nella notte tra  venerdì 9 e sabato 10 febbraio scorsi nell’ospedale Perrino di Brindisi. Sulla prematura scomparsa del professionista è stata aperta un’inchiesta con la quale si sta cercando di ricostruire l’accaduto per capire quale sia il fattore che abbia portato al decesso.
Tutto è iniziato con un intervento di chirurgia bariatrica presso l’ospedale di Bergamo, Calizzi tre giorni dopo la vittima è stata dimessa ed  ha fatto rientro a Brindisi dove, passato qualche altro giorno, a seguito di complicazioni, si è reso necessario il ricovero presso l’ospedale Perrino dove è stata effettuata d’urgenza una ulteriore operazione per l’asportazione dello stomaco con successivo ricovero in rianimazione seguito dal trasferimento in Chirurgia generale dove è sopraggiunta la morte.
Una ricostruzione alquanto inquietante sulla quale gli stessi familiari del 49enne che ha lasciato una moglie e due figlie, chiedono chiarezza. Gli stessi parenti hanno presentato denuncia ai carabinieri e dato mandato all’avvocato Alessandro Gueli di seguire per loro la vicenda e i suoi sviluppi per risalire ad eventuali responsabilità. L’indagine, avviata dal pm di turno del tribunale di Brindisi, Luca Miceli, non avrebbe al momento un sospetto ma è indirizzata all’omicidio colposo. Sono stati disposti l’acquisizione della documentazione sanitaria, il sequestro della salma e dello stomaco sul quale si terrà l’autopsia.
Espressioni di cordoglio in città e sui social per la scomparsa di Calizzi, a partire dal Juventus Club Andrea Agnelli di Brindisi, i cui il commercialista era socio; anche il direttore generale, Asl Brindisi, Maurizio De Nuccio, ha espresso solidarietà alla famiglia dello scomparso e dichiarato che tutte le figura sanitarie intervenute hanno lavorato al meglio delle loro possibilità per salvare la vita al paziente che era arrivato in Pronto Soccorso in gravi condizioni legate all’intervento precedente.

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