Spari contro la Casa di Giuseppe Tanzarella, Ostuni ripiomba nell’Incubo delle intimidazioni
Una nuova intimidazione scuote Ostuni e riporta in primo piano la sicurezza di chi, negli anni, ha ricoperto ruoli politici e istituzionali nella Città Bianca. Nel mirino è finito Giuseppe Tanzarella, avvocato, ex assessore ed ex vicesindaco, esponente dell’area socialista.
L’episodio si è verificato nella serata di mercoledì 26 agosto. Diversi colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro lo stabile nel quale vive Tanzarella e hanno raggiunto sia il portone d’ingresso sia le finestre dell’appartamento situato al quinto piano. Alcune ricostruzioni parlano di almeno sette colpi.
Al momento dell’azione nell’abitazione non c’era nessuno. Giuseppe Tanzarella ha scoperto quanto accaduto soltanto nella mattinata successiva, quando si è presentato al Commissariato di Ostuni per denunciare l’accaduto. Gli agenti della Polizia di Stato hanno avviato gli accertamenti insieme agli specialisti della Polizia scientifica, impegnati nella raccolta degli elementi utili alle indagini.
Secondo quanto emerso nelle prime ricostruzioni, chi ha agito potrebbe essere entrato nell’area dello stabile passando dal cortile. Saranno gli investigatori a stabilire con precisione come si siano mossi gli autori dell’intimidazione e da dove siano partiti i colpi. Tra gli elementi che potranno essere acquisiti anche eventuali immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona.
LA COINCIDENZA CON L’ATTENTATO DEL 2021
A rendere ancora più significativo l’episodio è la data. Esattamente cinque anni prima, nella notte del 26 agosto 2021, un colpo di fucile era stato indirizzato contro il portone dello studio legale di Domenico Tanzarella, padre di Giuseppe.
Anche allora l’attacco era avvenuto mentre in città erano in corso i festeggiamenti per Sant’Oronzo. Quell’episodio rappresentò il quarto atto intimidatorio subito da Domenico Tanzarella nell’arco di circa due anni.
La prima aggressione risale al 31 ottobre 2019, quando tre colpi di fucile furono sparati contro l’abitazione dell’ex sindaco. Il 4 gennaio 2020 furono invece esplosi due colpi contro la sua automobile. Alcuni mesi più tardi, il 3 giugno, la stessa vettura venne incendiata. Nell’agosto 2021 arrivò poi la fucilata contro l’ingresso dello studio professionale.
Domenico Tanzarella, già sindaco di Ostuni ed ex presidente della Provincia di Brindisi, dal gennaio 2020 vive sotto scorta proprio in conseguenza della sequenza di minacce e attentati subiti. Oggi ricopre inoltre l’incarico di segretario regionale pugliese del Partito Socialista Italiano.
Il nuovo episodio rende quindi inevitabile un collegamento con quella storia, anche se al momento non ci sono elementi pubblici che consentano di stabilire se gli spari contro l’abitazione di Giuseppe Tanzarella siano effettivamente riconducibili ai precedenti attentati o abbiano un’altra origine.
TANZARELLA E L’ESPERIENZA AMMINISTRATIVA
Giuseppe Tanzarella è stato tra i protagonisti della politica amministrativa ostunese degli ultimi anni. Avvocato, è stato assessore e successivamente vicesindaco della città, incarico che ha ricoperto dal giugno 2023 al luglio 2025.
Il suo nome si inserisce dunque in una vicenda politica cittadina caratterizzata, negli ultimi anni, anche da episodi di particolare gravità rivolti contro amministratori ed ex amministratori.
IL CASO POMES E LA QUESTIONE DELLA SICUREZZA
Un altro episodio recente aveva coinvolto l’ex sindaco Angelo Pomes.
Il 15 agosto 2025, a pochi metri dal suo studio professionale, venne trovata una bomba a mano. L’ordigno fu rimosso dagli artificieri e l’episodio fece scattare una misura di protezione per il primo cittadino.
Il giorno precedente, inoltre, era stato effettuato un controllo all’interno di Palazzo di Città dopo una segnalazione relativa alla presenza di un altro ordigno: in quel caso si trattò di un falso allarme. Dopo il ritrovamento della bomba a mano, l’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale dispose per Pomes una scorta temporanea di sei mesi, sulla base delle valutazioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Il dispositivo di protezione nei confronti dell’ex primo cittadino è stato successivamente rimosso. La vicenda Pomes e quella che ora coinvolge Tanzarella sono differenti, ma entrambe contribuiscono a riproporre una domanda sulla sicurezza degli amministratori e degli esponenti politici ostunesi.
LE INDAGINI
Adesso l’obiettivo degli investigatori è ricostruire ogni passaggio dell’intimidazione: dalla modalità con cui gli autori avrebbero raggiunto lo stabile fino all’esatta dinamica degli spari.
Dovrà essere chiarito soprattutto il movente. Le piste investigative restano aperte e, allo stato attuale, non è possibile stabilire se l’azione sia legata all’attività politica e professionale di Giuseppe Tanzarella, alla storia della sua famiglia oppure a ragioni differenti.
Resta però il dato di una nuova intimidazione con armi da fuoco ai danni di un ex amministratore della Città Bianca, arrivata a distanza di appena un anno dal grave episodio che aveva coinvolto Angelo Pomes e, soprattutto, nel giorno stesso in cui cinque anni prima era stato colpito lo studio del padre Domenico.
Per Ostuni, una città già segnata da una lunga sequenza di episodi intimidatori, è un nuovo campanello d’allarme.