Da San Donaci al successo internazionale: lo chef brindisino Daniele Giannuzzi conquista il Lussemburgo. Al suo ristorante “Kore” di Steinfort assegnato il riconoscimento “Mèditerranèen De L’annèe 2027”

Da San Donaci al successo internazionale: lo chef brindisino Daniele Giannuzzi conquista il Lussemburgo. Al suo ristorante “Kore” di Steinfort assegnato il riconoscimento “Mèditerranèen De L’annèe 2027”

C’è un pezzo di San Donaci che brilla nel panorama internazionale dell’alta ristorazione. Si chiama Daniele Giannuzzi, è uno chef brindisino che ha portato la propria passione, la propria professionalità e le radici della cucina pugliese ben oltre i confini italiani. Oggi, dopo un lungo percorso professionale tra Europa, Asia e Australia, arriva un nuovo e prestigioso riconoscimento: il suo “Kore” Ristorante, a Steinfort, in Lussemburgo, è stato premiato da Gault&Millau con il titolo di «Méditerranéen de l’Année 2027», ovvero Ristorante Mediterraneo dell’Anno.
Un risultato che riempie d’orgoglio non soltanto Daniele e la moglie Chiara Putrino, con la quale condivide questa importante avventura imprenditoriale, ma anche la sua terra d’origine. Perché dietro questo successo internazionale c’è anche una storia brindisina: quella di un ragazzo partito da San Donaci che, attraverso il lavoro, il sacrificio e una grande passione, è riuscito a costruirsi una carriera di respiro internazionale, lasciando il segno in uno dei settori nei quali l’Italia è maggiormente apprezzata nel mondo: la gastronomia.
Il nuovo premio arriva a distanza di un anno da un’altra importante affermazione. Nel 2025, infatti, Kore era già stato incoronato «Découverte de l’Année», ovvero Rivelazione dell’Anno, sempre dalla prestigiosa guida Gault&Millau Luxembourg. Una conferma della qualità del lavoro svolto e della personalità culinaria che Daniele e Chiara sono riusciti a costruire. La guida gastronomica, nella scheda dedicata al ristorante, attribuisce a Kore anche il punteggio di 13,5 su 20, sottolineando la capacità dello chef di rielaborare i grandi classici italiani con personalità, equilibrio e influenze internazionali.
DALLE RADICI PUGLIESI ALLE CUCINE DEL MONDO
La storia professionale di Daniele Giannuzzi è quella di un percorso costruito passo dopo passo, senza mai perdere il legame con le proprie origini. La sua formazione comincia in Puglia, con la scuola alberghiera di Brindisi, e prosegue attraverso le prime esperienze nelle trattorie locali, dove impara a conoscere i prodotti, i sapori e le tecniche della tradizione gastronomica del territorio.
Una passione che, come ha raccontato lo stesso chef, nasce ancora prima della formazione professionale, grazie al padre, primo mentore e figura fondamentale nella sua crescita umana e culinaria.
Poi arriva il mondo. Londra è una delle prime tappe di un viaggio che lo porterà a confrontarsi con culture e tradizioni gastronomiche differenti. Particolarmente significativi sono i dieci anni trascorsi in Australia, otto a Sydney e due a Melbourne. Seguono Singapore, Manchester e la Thailandia, prima di altre esperienze professionali in Europa, tra Milano, Svizzera e Belgio.
Un bagaglio di esperienze che ha contribuito a formare uno chef capace di guardare oltre i confini della cucina tradizionale, sperimentare e confrontarsi con nuove tecniche, senza però smarrire l’identità della propria terra.
KORE, L’INCONTRO TRA TRADIZIONE ITALIANA E IFLUENZE INTERNAZIONALI
È proprio a Steinfort, in Lussemburgo, che questo percorso trova la sua più matura espressione. Qui Daniele, insieme alla moglie Chiara Putrino, ha dato vita a Kore Cucina d’Autore, un progetto che va ben oltre la semplice apertura di un locale: è la sintesi di una vita professionale fatta di viaggi, incontri, apprendimento e ricerca.
La proposta gastronomica si muove tra la cucina italiana contemporanea e le suggestioni raccolte nei diversi Paesi attraversati dallo chef. Pasta, salse, fondi e sapori mediterranei rimangono il cuore della sua identità culinaria, arricchiti da tecniche moderne e influenze asiatiche.
Una filosofia che trova una sintesi perfetta nelle parole che lo stesso Giannuzzi ha scelto per raccontare il proprio modo di intendere la cucina: «Non ci può essere innovazione se alla base non c’è tradizione».
Anche la guida Gault&Millau, nella presentazione del ristorante, ha messo in evidenza questa identità, descrivendo una cucina che reinterpreta i grandi classici italiani con una firma personale. Tra gli esempi citati ci sono le “orecchiette con broccoletti”, “acciughe del Cantabrico” e “pangrattato croccante”, una preparazione che racconta il legame con la tradizione italiana e la ricerca di nuovi equilibri di sapore.
Accanto a Daniele, Chiara Putrino cura l’accoglienza e la sala, contribuendo in maniera determinante all’identità di Kore e all’esperienza degli ospiti. Un lavoro di squadra che il nuovo premio ha voluto valorizzare, riconoscendo non soltanto la qualità della proposta culinaria, ma anche il progetto complessivo costruito dalla coppia.
La gioia per il premio: «Kore è la nostra storia, la nostra vita»
Dopo l’annuncio del riconoscimento, è arrivato anche il messaggio di Daniele e Chiara attraverso i canali social del ristorante. Un post che racconta l’emozione per il traguardo raggiunto e, soprattutto, la gratitudine verso tutte le persone che hanno contribuito alla crescita del progetto.
Ecco il testo integrale condiviso da Kore:
“Kore – Gault&Millau Mediterraneo Prix d’Année 2027 🏆❤️
Oggi è un giorno che rimarrà inciso nei nostri cuori.
Ricevere il Mediterraneo Prix d’Année 2027, premio assegnato da Gault&Millau, è un grande orgoglio e un’emozione grande.
Kore è nata da un sogno condiviso, una profonda passione per la gastronomia, l’ospitalità e la gioia di ospitare.
Questa nuova distinzione segna un traguardo particolarmente importante nella nostra storia.
Dietro a questo premio c’è molto lavoro, sacrifici, giorni infiniti, una costante domanda, ma soprattutto, una grande passione, che ci ha guidato fin dal primo giorno e non ci ha mai abbandonato.
Diamo il meglio di noi ogni giorno per questo progetto. Mettiamo tutta la nostra energia e determinazione in esso.
Perché Kore è molto più di un ristorante: è la nostra storia, la nostra vita, una parte di noi.
Ma questo premio, lo dobbiamo non solo a noi stessi.
Grazie al nostro fantastico team, leali e impegnati, che lavorano instancabilmente al nostro fianco. La vostra dedizione, la vostra energia e la vostra fiducia sono essenziali. Questo premio è anche vostro.
Grazie ai nostri clienti, che sono l’anima di Kore. A coloro che sono stati con noi fin dall’inizio, a coloro che tornano, a coloro che ci credono e danno significato al nostro lavoro ogni giorno. La vostra lealtà è la nostra più grande ricompensa.
Grazie ai nostri fornitori, che sono diventati molto più di partner. Il vostro sostegno, la vostra gentilezza e i vostri messaggi calorosi dopo questo premio hanno toccato profondamente il nostro cuore. Siete parte di questa avventura.
Grazie ai nostri familiari, che hanno sempre creduto in noi, ci hanno sostenuto, aiutato e ispirato. Un’importante parte di noi, voi siete la nostra storia, la nostra vita, una parte di noi.
Grazie a tutti voi.
Chiara & Daniele
Il personale di Kore Grazie Gault&Millau Luxembourg.
Un successo che parla anche brindisino”
Il titolo assegnato a Kore è un riconoscimento importante nel panorama gastronomico lussemburghese, ma racconta anche qualcosa di più grande: la capacità di un professionista partito da un piccolo centro della provincia di Brindisi di affermarsi in un contesto internazionale altamente competitivo.
È la dimostrazione che le radici possono diventare un valore aggiunto anche lontano da casa, che la tradizione gastronomica italiana può continuare a evolversi e a conquistare nuovi pubblici grazie a professionisti capaci di interpretarla con talento e personalità.
Per San Donaci, per Brindisi e per l’intero Salento è dunque una splendia notizia, una di quelle che meritano di essere raccontate e celebrate. Perché dietro il premio a Kore c’è il percorso di un uomo che non ha dimenticato da dove è partito e che, attraverso la propria professionalità, porta un pezzo di Puglia nel mondo.
Da San Donaci a Sydney, da Melbourne a Singapore, fino al Lussemburgo: il viaggio di Daniele Giannuzzi è la storia di un’eccellenza del nostro territorio che ha saputo trasformare una passione in una carriera internazionale.
E forse il senso più bello di questo successo è proprio qui: a conquistare il mondo è stato uno che non ha mai dimenticato le proprie radici. Perché, come ama ripetere lo chef brindisino, «Non ci può essere innovazione se alla base non c’è tradizione».

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