Dati turistici 2025 ottimi per il territorio di Brindisi. Ma occorre anche pensare al futuro con la destagionalizzazione, la diversificazione dell’utenza e l’inclusività
La Puglia, stando ai dati dei primi sei mesi dell’anno in corso, si conferma anche per il 2025 una delle mete turistiche più amate, non solo dagli italiani, ma anche dai visitatori internazionali. Questo buon risultato vede protagonista anche la provincia di Brindisi che ha registrato, da gennaio a giugno, un incremento del 9% delle presenze turistiche rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una crescita significativa, che non è frutto del caso, ma dell’impegno
costante nel valorizzare un territorio ricco di eccellenze e potenzialità ancora da esplorare pienamente.
Il mese di luglio vedrà le stesse presenze dello scorso anno; di contro le previsioni per il futuro immediato indicano per agosto un incremento del 7% e per settembre presenze paragonabili al giugno scorso.
“La nostra forza – dichiara Enzo Di Roma, presidente provinciale Assohotel Confesercenti – sta in un’offerta turistica variegata: mare, natura, borghi, masserie, enogastronomia, cultura e, sempre più, esperienze autentiche legate al territorio. Il fatto di poter contare su due aeroporti, quello di Brindisi e quello di Bari, è un vantaggio strategico che ci consente di intercettare flussi turistici da tutta Europa, facilitando arrivi e partenze anche nei mesi di spalla”.
Naturalmente, gli addetti ai lavori non si accontentano di questi ottimi risultati ma sono proiettati sin da ora ai prossimi anni con nuove proposte e rinnovate strategie comunicative, puntando l’attenzione su tre direttrici fondamentali: destagionalizzazione, diversificazione del target e potenziamento del turismo accessibile e inclusivo.
“Occorre infatti costruire – continua Di Roma – un’offerta che vada oltre il turismo balneare. Penso a pacchetti esperienziali legati all’olio, al vino, all’artigianato e alla cucina tipica, fruibili tutto l’anno. O a cammini e itinerari ciclabili e naturalistici da promuovere in primavera e autunno o al turismo culturale con eventi, mostre, festival e visite guidate nei centri storici. Per diversificare l’utenza si possono intercettare famiglie, giovani, smart workers e over 60. Per farlo, serve una rete più capillare di ospitalità diffusa e sostenibile, anche nei piccoli centri. Risulta
pertanto fondamentale investire nella digitalizzazione dell’offerta (piattaforme integrate, prenotazioni online, info in lingua). Infine, per il turismo inclusivo occorre favorire le collaborazioni pubblico-privato e la formazione degli operatori sull’accoglienza e per le lingue straniere. Il territorio cresce solo se fa rete. È necessario coinvolgere imprese locali, enti culturali,aziende agricole e associazioni in progetti comuni. La vera sfida però sarà far convivere il successo turistico con la tutela del paesaggio e della qualità della vita per chi vive qui. Per coordinare servizi e territorio ci dovrà essere la costituzione di una DMO (Destination Management Organization), soggetto che ha la funzione di collegare le attività di vari attori locali, come strutture ricettive, operatori turistici e enti pubblici, per migliorare l’esperienza dei visitatori e lo sviluppo sostenibile del territorio. Solo così la provincia di Brindisi potrà continuare a crescere in modo armonico, diventando un laboratorio di ospitalità intelligente, sostenibile e inclusiva”.